Ferie d'agosto 7. In Rai? Linus al posto di Giletti & C.

La discussione sul futuro della Rai è molto interna. Questioni del circolo ristretto politici e addetti ai lavori. Atteggiamento tipico della conservazione, cioè di chi tende a salvare il proprio orticello. Qualcuno che dice qualcosa sul prodotto, sui programmi, no? Con “tutto il bene che ti voglio” non capiamo il successo di Giletti, conduttore de l'Arena su Raiuno, la domenica: il talk italiano più visto. Senza entrare nel merito, pensare che milioni di italiani dopo pranzo guardano due ore di A bocca aperta, intrisa di populismo e qualunquismo (contro i partiti, tutti mangiano, i privilegi della casta, i vitalizi) dovrebbe essere oggetto di studio antropologico. Sarà che il nostro Giletti piace tanto alle mamme, sarà quel sarà, comunque vince un prodotto che a noi non piace. Come non ci piacciono Giannini su Raitre con Ballarò (qualcuno ci vuole spiegare perché Rai 3 è diventata una succursale de 'la Repubblica'?), men che meno Porro con Virus su Raidue e tutto l'ambaradan disseminato nelle varie trasmissioni del mattino e del pomeriggio. Qualcuno, molti, hanno detto che mai la Rai ha goduto di tanta libertà come in questo periodo. Alla faccia di Renzi il controllore, Renzi che occupa la tv. Bastava seguire, programmi come Unomattina dalle 6.40 alle 7 (oltre non ci sono andato!) e si assisteva ad un bombardamento quotidiano contro il Governo: tutti i santi giorni i titoli ansiogeni erano riservati alla crisi, al lavoro che non c'è, al baratro prossimo venturo. Gli esperti facevano da utile ornamento nel sostenere la tesi. La controprova? L'altro giorno seguivo su Raiuno, al pomeriggio, Estate in diretta, condotta da Salvo Sottile ed Eleonora Daniela. L'ennesimo dibattito sulla sporcizia per le strade, sulle tasse e compagnia cantante. Ospiti in studio sempre quelli, da Cecchi Paone a Trefiletti, quello dei consumatori, un urlatore insopportabile. Abbiamo assistito ad una sequela di qualunquismo e populismo a buon mercato impressionante: contro la politica, contro i partiti, tutti corrotti. Tanto mi sono indignato che ho scritto una mail piccata alla redazione web del programma, chiedendo se quello spettacolo fosse da televisione pubblica. Per finire una proposta: Linus, il conduttore e grande capo di Radio Dee Jay in Rai, al posto dei vari Giletti, Giannini, Sottile e via elencando. Ho sempre pensato quanta è stupida l'idea della patente di giornalista per fare i conduttori dei talk. Una panzana di queste proporzioni credo non l'ho mai sentita in qualsiasi parte del mondo. Soprattutto se i risultati sono quelli che ho sopra elencato. Linus non è un giornalista, ma uno straordinario conduttore di classe, ha ritmo, è garbato, ha la proprietà del mezzo (della comunicazione), una cultura profonda, mai rivelata, sempre educatamente trattenuta. Vorrei proprio vederlo a condurre l'Arena o Ballarò. Sicuramente la qualità ci guadagna.

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Maurizio Guandalini
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