Ferie d'agosto 5. Rai, la riforma non si fa. I silenzi dei 5 Stelle

Padoan ministro dell'Economia ha detto che si rinnova il consiglio d'amministrazione Rai con la vecchia legge, quella attuale, la Gasparri. Le tanto strombazzate fanfare di riforma targate Renzi si sono sopite. Non ci sarà alcuna riforma. Almeno a breve. Oddio non che cambiasse molto. La riforma di Renzi è più palazzochigi-centrica, poteri all'amministratore e via. Noi quando sentiamo la parola riforma vorremmo che qualcuno si alzasse e proponesse: privatizzazione e togliere il canone. Nessun partito l'ha proposto. Nessuno. Nemmeno i tanto innovatori del Movimento 5 Stelle che hanno il presidente della commissione di Vigilanza Rai. Perché? La privatizzazione sarebbe la sola ricetta equa e imparziale. Rimetterebbe tutti i tasselli al loro posto. Non ha senso tenere decine di reti pubbliche. Il servizio è pubblico anche in mediaset. O alla 7. La Rai deve stare sul mercato come le altre tv e sostenersi con la pubblicità. Il canone scomparirebbe e per una volta, finalmente, sarebbe tolto un balzello inutile che tra l'altro gli italiani pagano sempre meno. Ma i partiti hanno capito che la greppia Rai non può essere chiusa dall'oggi al domani. Troppi interessi. Troppo potere in ballo. Eppoi fanno i concorsi pubblici per l'assunzione di qualche giornalista. Poveri noi, siamo alla frutta.

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Maurizio Guandalini
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