Ferie d'agosto 31. I travagli della Chiesa tra migranti e comunione ai divorziati

 Le uscite di Monsignor Galantino contro la politica sono una 'operazione' voluta e coperta dal Papa, in prima persona. Fa parte di una strategia, di una mission che ha portato lo stesso Bergoglio in San Pietro. La Chiesa, ai tempi di Ratzinger (non per colpa sua, anzi, la storia ci dirà che è stato un vero Papa di svolta) era ai minimi. Quindi con Papa Francesco c'è stata una straordinaria operazione di marketing. La Chiesa vicina alla gente (che dovrebbe essere la sua originaria missione), ai poveri, alle sofferenze, misericordiosa sono state operazioni, ancora in corso, per ridare un vestito al Vaticano. 
Anche i messaggi papali per l'accoglienza degli immigrati sono un ulteriore passo verso una Chiesa che recupera il suo spirito antico nel rispetto del Vangelo. Però è lì che si è inceppato qualcosa. Galantino, segretario dei Vescovi, ha innescato una polemica  prima contro Salvini e Grillo, poi si è accorto che qualcosa non andava, ha bastonato il Governo (praticamente ha sparato sulla Croce Rossa), però ha visto, anche qui, che era un boomerang, quindi ha virato il cannone verso la Politica. Contro la politica vai sul sicuro, perché è il sentiment del qualunquismo italico del momento. Però la frittata era stata fatta. 
Galantino cerca di recuperare in corner quando ormai aveva svelato le contraddizioni enormi della Chiesa. 
Picchiare sulla politica perché non risolve il problema degli immigrati quando tu Chiesa sei consapevole di aver fatto ben poco, non porta tanto in là. Anche perché la politica non sta lì a prendere le botte dalla Chiesa. Se la Chiesa decide che si gioca ad armi pari viene meno tutto quel retorico velo di deferenza misto a paura che si nutriva in passato verso le tonache. E quindi la politica chiede conto alla Chiesa. 
Chiede conto dei tanti immobili che non sono di certo usati per accogliere gli immigrati ma per fini commerciali (e sui quali lo stesso Galantino ha chiesto di non pagare l'Imu). Insomma prima di criticare gli altri devi vedere quello che hai fatto  in casa tua. Quello che ha detto il prete Don Mazzi ci trova d'accordo al 100%: ce ne sono degli harem e dei privilegi dentro la Chiesa! 
Il punto sta qui. L'arrivo di Bergoglio al soglio voleva dire rivoluzione nella Chiesa. Qualcosa il Papa ha fatto. Soprattutto sul versante dottrinale. Ma il seguito dentro le sue file non è compatto, anzi. Nelle seconde, terze, quarte file sta montando insofferenza, contrarietà, come ad esempio sul tema della comunione ai divorziati. 
Vi riportiamo un articolo su un prete di campagna che non si risparmia e avverte il Papa. Tamburi di guerra che si sentiranno al prossimo Sinodo dove su Matrimonio e Famiglia sarà 'guerra' tra le porpore!

Un articolo da la Gazzetta di Mantova

http://gazzettadimantova.gelocal.it/mantova/cronaca/2015/08/10/news/il-s...
 

Il don di Villa Saviola al papa: "Sui risposati niente pasticci"

Don Angelo contro l’apertura del Papa: "Francesco ci pensi bene, i divorziati che si rifanno una famiglia vivono nel peccato"

10 agosto 2015

MOTTEGGIANA. Papa Francesco apre ai divorziati risposati, ma non tutti gli uomini di Dio sono del suo parere. In un intervento pubblico, postato sulla sua bacheca Facebook, don Angelo Bisi, parroco di Villa Saviola, per esempio, critica la posizione del pontefice e, addirittura, lo invita «a pensarci bene».

«Il discorso è molto semplice: a chi è separato o divorziato, soprattutto se ha subito tale scelta, la comunione non è mai stata negata. Il problema insorge quando uno dei due o tutti e due mettono su una seconda famiglia, contraggono un secondo matrimonio (i risposati), è con quelli che si pone il problema, perché infrangono il sacramento del matrimonio che è unico per tutta la vita ( finché morte non vi separi)».

Precisa la sua opinione, don Angelo: «La dottrina della chiesa ritiene e afferma che ogni rapporto sessuale fuori dal matrimonio è un atto peccaminoso, e se uno contrae addirittura un secondo matrimonio con altra persona, diversa dal coniuge che ha sposato con il sacramento cristiano, resta in permanente stato di peccato. È per questo che la chiesa nega l'assoluzione, perché per ottenere l'assoluzione ci vuole il pentimento e il cambiamento di stato... È una cosa seria e molto grave ed è per questo che dicevo a Francesco di pensarci bene e soprattutto di non arrivare a una soluzione pasticciata di compromesso come si fa in politica, che va ad infrangere la sostanza del Sacramento cristiano del matrimonio. Se crolla il sacramento crolla tutto, noi cosa andiamo a insegnare ai ragazzi che stiamo preparando al matrimonio... Ho diversi parrocchiani che mi dicono che se la Chiesa approva questa apertura, loro sono pronti a schierarsi col la religione ortodossa. Penso purtroppo che ci sarebbe un grave scisma nella chiesa Cattolica, in conseguenza di questo».

Blog di: 
Maurizio Guandalini
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