Ferie d'agosto 14. E ora via libera al matrimonio gay

E i diritti delle persone? Prego, si accomodi a sinistra, quella è la porta. Prima viene la riforma della Rai, però entro la fine dell’anno, stringendoci un po’, forse ce la faremo. Parola di Renzi. Monsignor Galantino della Conferenza dei vescovi dice che prima delle unioni civili ci sono altre urgenze. Considerando che l’Italia è una urgenza continua, il teorema del prelato cade.   Problemoni che scottano, in Italia, perché c’è da rendere conto alla Chiesa. Del capitolo diritti prendiamo il matrimonio  tra omosessuali.  Persone libere, senza incubi e vincoli superiori,  dicono sì al matrimonio per gli omosessuali, sì alle unioni civili, sì, sì e sì.  Invece in Italia, daradadan,  si è in attesa di un beneplacido sussurro  dell’OltreTevere. Si sta a scrutare come la pensa il Papa, cosa diranno i cardinali, i vescovi, il Sinodo della Famiglia. Nei prossimi mesi finalmente  il Governo dirà la sua: guai fare i furbi.  Non c’è bisogno di  concessioni o regali a ricompensa. Per la Chiesa consigliamo di studiare il via libera ai matrimoni tra omosessuali in Irlanda. Bastava sentire l'arcivescovo di Dublino, Martin, che invitava a cogliere la novità, il verso indicato da una popolazione fedele - di più, bigotta-, al cattolicesimo. L'arcivescovo richiamava la Chiesa a stare al passo con i tempi, in sintonia con i giovani. Il Papa sull'aereo, di ritorno dal Brasile disse: “..chi sono io per giudicare...” se due persone dello stesso sesso si vogliono bene. Gli vogliamo bene a Francesco perché se potesse si butterebbe contro  la Chiesa dal passo millenario, lento e sfuggente: pensate che, solo ora, seppur come extrema ratio,  il Vaticano vede delle buone ragioni anche nel divorzio (e già qualcuno, nella Chiesa, per questo,  vorrebbe fare uno sisma). Bergoglio a  Torino ha richiamato i ragazzi degli oratori al coraggio di andare controcorrente. E ha fatto un richiamo,  apparso, fuori dal tempo, alla castità.  Se stiamo alla lettera,  il Papa ha dato una sua interpretazione dell’amore perduto. Un amore universale che vuol dire volersi  bene, rispettarsi, scambiarsi valori.  Il Papa non ha fatto a pezzettini l’amore: solo tra uomini con uomini, donne con donne, uomini e donne. L’amore è etero, è omosessuale, l’amore è per un figlio desiderato, l’amore è matrimonio, convivenza. Se non lo può fare la Chiesa, come può lo Stato, laico,   vietare, impedire e complicare l’amore? Sono considerazioni logiche, come quelle della Corte degli Stati Uniti che ha dato il via libera al matrimonio tra omosessuali in tutto il Paese. Mentre la Turchia, i gay, li bastona. Con chi vuole stare l’Italia?

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Maurizio Guandalini
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