Ferie d'agosto 13. Acheronte e 'quelli' del meteo in divisa militare

Flegetonte, Caronte e ora Acheronte. Stiamo sempre nella mitologia greca, nel giro dei fiumi e degli inferi. Parlare di tempo, di meteo facendo della fiction drammatica tirando in ballo flagelli di caldo lo troviamo insopportabile. Capiamo il business: ormai i siti di meteorologia, come gli appuntamenti e le finestre in tv, per radio, rubriche sui giornali, sono un giro economico consistente. E' un filone bel paciarotto che tira. Fa ascolto. Quindi meglio crearci attorno un po' di attesa, sensazionalismo, pericolo. Pare che il caldo appena trascorso e quello che verrà sia stato protagonista di altre e ravvicinate stagioni della nostra storia. Niente di particolare, quindi. E' ammorbante che tv e giornali corrano dietro al caldo come un fatto di eccezionale, drammatico, epocale. Sistemare come prima notizia una banalità ci appare solo avanspettacolo. A meno che, sicuramente è così, giovi agli ascolti (ma non alle vendite dei quotidiani).

Decenni fa c'era solo una rubrica del tempo, sistemata prima del telegiornale della sera del primo canale tv. Tenutario dell'appuntamento quotidiano era il Colonnello Bernacca; con gessetto, disegni e lavagna ci spiegava alla perfezione l'andamento delle giornate. Oggi ci stanno i sistemi scientifici e tecnologici più delicati e costosi e pare che non si riesca fare una previsione che va oltre i 4 e i 5 giorni.

Una postilla non secondaria che vogliamo aggiungere visto che siamo in tema. E' fuori luogo la presenza sui canali della Rai degli ufficiali dell'Aereonautica in divisa militare, ormai delle star del video con barbette curate, sguardi ammiccanti, pupazzamenti a favore di telecamera. Il colonello Bernacca (ma anche quelli dopo, da Baroni in poi) erano vestiti con giacca e cravatta. Così dovrebbe essere. In tutte le altri reti, da Sky a la 7, passando per Mediaset, i signori e le signore del tempo sono in abiti comuni. Stesso trantran anche nelle televisioni straniere, da France 2 a BBC. Sarebbe cosa buona e giusta che la Rai si adeguasse, almeno nel meteo, alla BBC.

Blog di: 
Maurizio Guandalini
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