Ferie d'agosto 12. Sud: i piagnistei di Saviano

Ho da poco chiuso un libro, Made in ItalyGreen (Mondadori), curato insieme al professor Victor Uckmar che uscirà a metà settembre. Raccoglie tante esperienze imprenditoriali, molte originali e inedite, del nostro Paese, orientate tra il Green, Food, Sharing Economy. I temi di oggi. I temi di Expo. Nel volume ci sono tre esempi di imprenditoria del Sud che, senza lagnarsi, si sono rimboccati le maniche e hanno fatto strike: una bottega artigiana rinata, grande marchio della moda italiana, un centro commerciale di Napoli, tra i più grandi del Sud, che si è dedicato al compostaggio e infine una catena di decine di imprese della Sicilia che si dedicano al food di qualità. Chiedo: che danno di immagine provoca a loro sempre ricordare che stanno lavorando nelle terre della disperazione? Che slancio trovano nella loro attività quotidiana? Lo dico perché l'uscita di Saviano contro il premier Renzi è inopportuna e immotivata. Non serve a niente fare dei post o degli articoli dove si fa il solito elenco tragico della situazione nel Sud Italia (noi ne abbiamo già parlato in un precedente post, in Ferie d'agosto 6). Sono dei piagnistei inutili, conosciuti, che danno spazio a luoghi comuni che è meglio dimenticare. Luoghi comuni sui meridionali che ce li sentiamo ridire da decenni e decenni. E di certo la colpa non è di Renzi. Sono state provate e riprovate mille soluzioni: non si può dire che i soldi non siano arrivati a pioggia, che i capannoni nel deserto non siano stati fatti, che tutto il resto che conosciamo sia stato fatto. Malamente, un tanto al pezzo, ma grandi reazioni a questo stato di cose non le abbiamo registrate. Al Sud ci sono le regioni peggio gestite d'Italia. Ma grandi opposizioni all'assistenzialismo selvaggio, alle assunzioni di massa (nella pubblica amministrazione) non si sono avvertite. Cosa rimane? La reazione e la voglia di fare di coloro che ci abitano. Dei giovani soprattutto che non possono reagire andandosene (e i commentatori dei 'giornaloni' lodare questa reazione come contrasto al degrado). Ci sono oggi esempi diffusi al Sud di imprenditoria di grande qualità che funziona: vorrà dire qualcosa? C'è un ritorno alla terra, al turismo vorrà dire qualcosa? In Calabria, in alcune zone costiere gruppi di giovani in cooperativa stanno recuperando alcune aree per poi incrementare il turismo e l'accoglienza. Vogliamo dare, caro Saviano, a queste esperienze un sostegno positivo o preferiamo dire in eterno va tutto male madama la marchesa? Servono idee e proposte, non elenchi della spesa. Dire investimenti e lavoro non vuol dire nulla se poi non si spiega con quali soldi e in quali settori e chi investe. L'azione del Governo e del sindacato a tenere in piedi- dall'Ilva a Bagnoli, da Pomigliano d'Arco a Termini Imerese, fino alla recente vertenza Whirlpool-, alcuni siti produttivi di peso al Sud è una risposta importante, per dire che si può fare e che si può continuare a fare. Non è tanto? Non è molto? Ma non è contrario alle buone intenzioni.

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Maurizio Guandalini
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