E' una riedizione di Tangentopoli?

Editoriale del 17 maggio su Metro Quotidiano

di Maurizio Guandalini

Vedere cammello, pagare niente. E’ l’antologia tangentara contemporanea. Mi sostieni e metto un tuo famigliare in una azienda partecipata del Comune. Fine della corruzione. Vederci una nuova mani pulite, in gran stile, come negli anni Novanta, è leggermente forzata. Là giravano mazzette pesanti. Qui roba da incarichi per ventimila euro l’anno. O ancora più giù, sui dieci-undicimila euro. Non per questo è meno grave quello che sta accadendo. Perché in regione Umbria si presume che taroccassero i concorsi nella sanità. Per collocare il dottore più gradito al partito amico. Capisco lo stupore della Guardia di Finanza. Gli amministratori che hanno commesso i fattacci non credevano di fare un reato. Per loro era prassi. Come obiettare. E sì che delle leggi ne sono state votate. Ma è inevitabile. Ci sono anticorpi giganti per aggirarle.

Sono gli effetti della totale carenza di cultura liberale e di sovrabbondanza di comunismo, del partito-stato, o partito-comune o partito-regione, permeato nelle formazioni politiche di ogni estrazione ideologica. 5Stelle compresi. Di concorsi fatti su misura per la persona che si ha intenzione di assumere, la pubblica amministrazione è piena. Dai posti per dirigente a quelli per le cattedre universitarie. Lo annotiamo agli inquirenti che forse sono arrivati un po’ tardi. I comuni, anche i più piccoli, si sono muniti di aziende municipalizzate esterne, consortili, per servizi che prima erano interni alle amministrazioni. Quattro economisti al bar si sono inventati l’efficienza – intanto loro si prendevano laute consulenze per sostenere queste tesi – dentro enti che rimanevano di fatto totalmente pubblici. Di nomina pubblica. E chi ci mettono se la designazione la fa il comune? Il sindaco trombato, il funzionario in uscita, l’amico di partito fidato. A sua volta dentro queste partecipate non è che c’è un concorsone per accedervi a lavorare. La raccomandazione, la manina tengo famiglia, tizio che rompe. E’ la rete del consenso vecchia come il cucco. Un volemose bene alla buona. Per chi vuole la normalità cambi paese.

Blog di: 
Maurizio Guandalini
Ultimi articoli da questo blog

Un mio editoriale su L'Huffington Post

Per leggerlo basta cliccare il link che segue

Editoriale su Metro Quotidiano del 15 luglio.

di Maurizio Guandalini

Editoriale pubblicato su Metro quotidiano del 10 luglio 2019