E se il Governo Gentiloni dura fino al 2018?

E' nato un Governo avatar, fotocopia del Governo Renzi? Quanto durerà? Solo due, tre mesi? Certo che no, forse fino al 2018. Sto qui, pare aver detto il 'conte' Gentiloni, il primo nobile di lotta e di governo, finché avrò la fiducia. Finché dura. Quella delle settimane trascorse è stata la crisi più breve e la più insensata. Ad una giovane passante, distinta, ben vestita, hanno chiesto se conosceva il nome del nuovo presidente del consiglio. La risposta è stato un no secco perché lei era di Torino. Il che fa pendant con quello che è successo a Teramo. Facoltà di Giurisprudenza, giovani zelanti, e ignoranti, hanno postato su facebook che Gentiloni è il quarto presidente del consiglio non eletto dal popolo, dimenticando, facoltà di Legge, diconsi Legge (la Costituzione la diamo per letta), che l'Italia è una Repubblica parlamentare e l'elezione del presidente spetta alla Camera e al Senato, non alla cabina elettorale. La Costituzione non dice anche che ci stanno governi a tempo, di scopo, a scadenza come lo yogurt.

E' partito Gentiloni, uno che la sa lunga, dicono quelli che se ne intendono, un tipo al quale gli italiani potrebbero anche appassionarsi. L'opposto dell'ipercinetico Don Matteo (Renzi), uno che per star fermo dovevano legarlo alla sedia con le catene ma lontano mille miglia dalla Roma godona, quella degli inciuci nelle cene a casa di nobili e lacché. Meglio un pizzone famiglia nella sale impolverate di Palazzo Chigi.

Appena il comandante in capo Renzi ha consegnato a Gentiloni la campanella è stata varata la nuova nave ammiraglia di Governo. Minniti agli interni – a parte la gaffe di aver detto i nomi dei poliziotti che hanno ucciso il terrorista della strage di Berlino - è il top, un mastino, è lui che da sottosegretario ha garantito la sicurezza dell’Italia in questi anni con il pericolo Isis incombente. 

E' dura pensare, all'inizio, che un Governo faccia male e lavori contro gli interessi degli italiani. E' una contraddizione in termini. Se parte e va bene ci dimenticheremo anche del voto. D'altronde l'inizio del Governo Monti, un extraterrestre in politica, con il loden, fu scoppiettante con consensi stellari. Fece poi un curvone che lo spinse fuori strada.

Da oggi occhio agli oroscopi per vedere se avremo una legge elettorale sveltina che soddisfi i palati broccati dei tre o quattro blocchi elettorali che chiedono al banco la sicurezza matematica di vincere. Capite la cecità, è come fare i conti senza l'oste. Sprezzanti del pericolo, siamo pronti a tutto, anche ad uno scherzo del destino.

Per ora ci accontentiamo si riesca mettere una pezzone di qualche miliardo di euro di soldi dei contribuenti al Monte Paschi di Siena, l’unica banca in cui è presente lo Stato.

L’ultimo salvataggio pubblico risale al periodo fascista.

Blog di: 
Maurizio Guandalini
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Maurizio Guandalini