Dolce&Gabbana, Confucio, l'educazione civica e la Manovra

Editoriale del 23 novembre su Metro-Quotidiano

di Maurizio Guandalini

Con spizzichi di conoscenza e studio in più, Dolce&Gabbana non avrebbero offeso i cinesi. Che se la sono presa e li hanno cancellati dall’e-commerce del Regno di Mezzo. Per via di quello spot caricaturale della cinesina-ina-ina che si destreggia con le bacchette a gustare un cannolo. Non di solo vestiti, e di affari, si tratta. Ma di Confucio. Aiutare la crescita attraverso comportamenti appropriati. Reputazione e guanxi. Un investimento in amicizia. E’ corporale. Interiorizzato nella cultura di quel popolo. Ciò che manca all’Italia, Platone ed educazione civica, nell’affrontare il roboante busillis economico della manovra. Il tono sbragato ha preso il sopravvento sul ruolo dei cittadini, la gestione e il modo di operare dello Stato. Quello che al prossimo esame di maturità porteranno i nostri figli malgrado nel programma di studio li vedano con il binocolo.

Formare i cittadini, anche con nozioni di economia, ripescando dal passato, sarebbe stato d’aiuto per non arrivare a oggi e per non buttarla in vaiassa. Con pizza e mandolino di cornice. Il commissario europeo Moscovici, due giorni fa, ha randellato anche la Spagna. Ma alla notizia, quotidiani, e tv, iberici hanno dedicato poco tempo e spazio. Noi, al contrario, ci ricamiamo il drammone. Con i talk che si trasformano in vandee. Rivolte di giornalisti iracondi e politici dal populismo facile. Etichetta, stile, spruzzate di bon ton e buona educazione. Assenti.

Il Maestro Manzi, negli anni Sessanta, conduceva una trasmissione in Rai. Insegnava l’italiano. Per contrastare l’analfabetismo. Avremmo bisogno di scampoli di quel virtuosismo. Per evitare di fare, per conto e per nome dei cittadini, degli errori in economia da strinarsi le mani. Se il Ministro Savona, il simbolo della scienza finanziaria sovranista al Governo, è seriamente preoccupato per la piega che sta prendendo il contrasto con Bruxelles, vuol dire che è dura. Mi chiedo se, narcisisticamente, Di Maio e Salvini, sono così convinti che gli italiani li seguiranno fino a immolarsi per una causa brisè. Molle, molle.

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Maurizio Guandalini
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