Cosa c'è dietro Sanremo? Un cane che fa la pipì

Di Maurizio Guandalini (economista e giornalista)

 

Cosa c'è dietro l'angolo (di Sanremo)? Un cane che fa la pipì. La risposta che a tutti verrebbe in mente perché normale. Terra a terra. Il festival è stato un semplice, lineare festival della canzone. Pace e amen a tutti gli intellettuali sofisticati della prima ora. X-factor cos'é? The Voice cos'è? I festival panini che tenevano insieme il nusco e il brusco, le guerre e la pace, si sono dimostrati superflui? No, in quel momento rappresentavano lo stato d'animo del Paese e infatti c'erano ascolti ottimi. Dopo l'exploit di Albano e Romina, picco d'ascolto, e Il Volo ci viene da dire che lo stato d'animo odierno è amore, Grande Amore. Una comunità quando è sfibrata, stanca, smunta, ha come corroborante appiglio il ritorno alle origini, alla tradizione, sempre garanzia di tranquillità e spensieratezza. In pace con se stessi. Senza urla e strepitii come nei talk show, ormai in piena crisi d'ascolti. Armonia, armonia e armonia. E durante il giorno rimboccarsi le maniche e pedalare. Non la vogliamo buttare in politica, però un Sanremo così è il paradigma di una nazione che cerca solo normalità, qualificando fatti ed eventi, che girano intorno, per quello che sono. E' lo sforzo di ricerca della fine dell'emergenza, una nazione che finalmente può essere uguale alle altre. Anno felix, ha detto il premier Renzi. La Felicità di Albano e Romina, il ritorno alle tradizioni, alla normalità, quella canzone che rintocca in testa a tutti, a grandi e piccini, <<...vedi nell'aria c'è già, un raggio di sole d'amore che va>>. Voltarsi indietro per andare avanti quando il pane era polenta?

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