Certe battaglie giustizialiste mentre siamo circondati

Editoriale del 9 novembre 2018 su Metro-Quotidiano

di Maurizio Guandalini

Liberaci dal male. Nella versione del miliardario Bill Gates è il wc del futuro che potrà salvare milioni di bambini che muoiono per scarse condizioni igienico sanitarie. Per le storture di un bastimento intasato di iniquità. Risolte con misericordia, perdono e giustizia divina. Una sorta di prescrizione di massa. Una filantropica resa per incapacità di far funzionare il pianeta.

Sentir dire che i cittadini hanno diritto ad un processo giusto, in tempi certi, mi fa sgomento quanto la lettura della scritta, ipocrita, nei tribunali “la legge è uguale per tutti”. Liberaci dalla malagiustizia. Aiuta i deboli e indifesi. Principio sacrosanto, nondimeno disatteso. Chi ci crede che dalla riforma della prescrizione si curano le calamità dell’individuo? Corruzione, viltà, rapina politica. Fumo. E pretesto. Per innestare altre norme quando basterebbe un asterisco a piè pagina. All’articolo 111 della Costituzione. Il principio della ragionevole durata del processo. Si scriva che un dibattimento non può durare oltre x tempo e chi non rispetta il limite verrà sanzionato. Anche con la galera.

Non è possibile affogarsi in battaglie giustizialiste quando i cittadini sono circondati. Dalla politica che alza le mani. Che fa condoni. Che grazia multe. Perché per contestare una infrazione devi versare 43 euro al giudice di pace? Perché se hai torto dopo aver fatto ricorso al prefetto la multa si raddoppia? Perché la Cassazione ha dato il via libera ai comuni di inviare direttamente le cartelle esattoriali e non i verbali delle multe? Su cosa si farà ricorso? Un metodo per far cassa. 30% di sconto per chi paga subito.

Inezie rispetto a non colpevoli in attesa di giudizio, a condanne sbagliate, a detenuti assolti dopo quindici anni. Non serve fare vertici di ore, e giorni, per un detonatore di tempi. La prescrizione, appunto. Quando intorno c’è metastasi. In Europa, l’Italia è ultima per crescita. Gli investitori se ne stanno alla larga perché se incappano nell’intermittenza dei nostri tribunali non ne escono vivi.

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