Fondi Europei per le connessioni WIFI nelle scuole: una opportunità?

Si sente sempre dire che nelle scuole le infrastrutture tecnologiche non siano adeguate a stare al passo coi tempi. La stratificazione di interventi, norme e quant’altro ha prodotto una miriade di casi tutti particolari in cui le scuole hanno trovato delle soluzioni spesso poco funzionali e improvvisate.
Ciò che non sempre ha funzionato riguarda la progettazione vera e propria di una rete wifi in grado di supportare le reali esigenze della scuola.
Se da un lato apparentemente può sembrare vantaggioso l’uso di un dispositivo wifi “casalingo” per un intero laboratorio con oltre 20 postazioni dall’altro i  reali problemi emergono non appena se ne fa un utilizzo decente.
A complicare le cose contribuisce anche il fatto che spesso le scuole fanno confusione tra wifi e connessione ad internet. Spesso si confonde la lentezza della connessione ad internet con la lentezza della connessione locale. Ciò porta sicuramente ad una errata valutazione dei dispositivi e dei servizi necessari.
E’ chiaro che né la connessione ad internet né i dispositivi wifi possono essere di quelli per l’utenza domestica.
E’ per questo motivo che il nuovo PON (Piano Operativo Nazionale) ha erogato un bando a valere su fondi europei per il “cablaggio” wifi delle scuole. Ovviamente ciò non contribuisce a migliorare la connessione ad internet ma come minimo consente alle scuole di dotarsi di una vera e propria rete mista cablate e wifi con tanto di attrezzature all’avanguardia potendo partire da una attenta valutazione delle esigenze. Il bando aveva scadenza il 9 ottobre scorso e risulta che molte scuole abbiano partecipato attivamente per migliorare come minimo la connettività interna.
Ormai l’uso di LIM, registro elettronico e risorse didattiche in rete reclamano una rete performante che si può ottenere solo se si riesce a fare un ottimo progetto attingendo anche alle risorse che il PON mette a disposizione.
Particolare attenzione va posta, ad esempio, sull’aspetto sicurezza. Spesso molte scuole si dotano di connettività senza fili wifi ma poi consentono l’accesso alla rete attraverso l’uso di una sola password che gli addetti dovrebbero conoscere. E’ evidente che un modello di rete basato su un’unica password in un edificio dove l’accesso dovrebbe essere consentito a molte persone non può funzionare. Ciò che viene sottovalutato, infatti, è l’aspetto relativo all’autenticazione dei singoli utenti. Raramente una istituzione scolastica si è posta questo problema che effettivamente non è da sottovalutare ma qualche volta alcune istituzioni hanno evitato l’uso del wifi proprio per lo stesso motivo. L’uso di un proxy server, infatti, consentirebbe all’istituzione di gestire in completa autonomia e trasparenza la propria rete senza preoccuparsi delle eventuali intrusioni di sconosciuti poiché ogni punto di accesso richiederebbe l’autenticazione prima di poter accedere al resto della rete e ogni utente verrebbe tracciato nell’attività che fa all’interno della rete sia locale sia internet.
E’ per questo motivo che il bando PON arriva nel momento giusto. Esso infatti, oltre a consentire la possibilità di attrezzarsi con le apparecchiature adatte dà la possibilità alle scuole di seguire il tutto dalla progettazione di rete all’acquisto e alla configurazione delle apparecchiature e dei servizi.
Si spera che i 90 milioni di euro messi a disposizione dal PON nazionale possano servire come minimo ad alcune scuole a potenziare e bene la connettività in rete locale.

 

Blog di: 
Salvo Amato
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