Federico Faggin, l’inventore del microprocessore che in italia pochi conoscono

Sembra una storia come tante ma forse non tutti sanno che in ogni PC che utilizzano c’è una parte consistente di Italia, una parte che riguarda uno dei primi “cervelli in fuga” rimasto negli USA e mai più tornato in patria. Si tratta di uno dei tanti geni che rimasto in Italia di certo non avrebbe trovato spazio per le sue invenzioni.

Federico Faggin passa alla storia molto giovane quando non ancora trentenne è protagonista della progettazione del primo processore Intel: il 4004 con tecnologia MOS. Sembrano sigle e termini sconosciuti ai più ma senza il contributo di Faggin molta tecnologia che adesso vediamo in circolazione non sarebbe possibile e comunque avrebbe richiesto molti anni di lavoro prima della sua apparizione.

Fino alla fine degli anni 60 i processori avevano dimensioni molto consistenti per via del fatto che i componenti elettronici di cui erano composti erano fissati su una o più grandi piastre di silicio di dimensioni consistenti

L’invenzione di Faggin nel 1970 è rivoluzionaria: dentro un oggetto lungo 2 cm riesce a concentrare l’equivalente di 2.300 transistor operando direttamente sulla piastra di silicio attraverso la tecnologia MOS (metal oxide semiconductor) da lui stesso inventata. Questa tecnologia pur con tutte le sue varianti è tuttora in utilizzo nella fabbricazione dei principali microprocessori.

L’introduzione di un processore piccolo e prodotto a prezzi bassissimi per l’epoca diede un forte impulso a quello che qualche anno dopo diventerà la rivoluzione con l’introduzione dei primi Personal Computer.

Il contributo alla miniaturizzazione fu rivoluzionario, si passò di colpo da piastre delle dimensioni di qualche decina di centimetri a un dispositivo con 16 piedini della lunghezza di 2 cm.

Il resto dei processori da 8086 in poi è storia ma nel frattempo Faggin esce da Intel e fa altro. Fonda Zilog, una compagnia che fabbrica uno dei processori più longevi e fortunati della storia : lo z80, in produzione sino a qualche anno fa. Lo z80 è stato alla base delle prime console come Atari, Spectrum ecc… prodotto in svariati milioni di esemplari. Questo processore è anche alla base dello studio dei microprocessori per generazioni di studenti per via della sorprendente semplicità che lo contraddistingueva. 

Negli anni Faggin è un inventore instancabile, non si ferma mai. Continua a far parlare di se soprattutto all’estero. Negli anni 80 quando tutti i colossi dell’informatica si affannano a trovare un degno sostituto del mouse sui nuovi computer portatili inventa il touchpad, quel rettangolo sensibile che tutti utilizziamo sui portatili. Ancora ricordo l’uso di un vecchio portatile IBM che si ostinava ad usare sistemi alternativi difficili da usare. Sicuramente nessuno o pochi sanno che dietro ad un touchpad di un computer portatile c’è il genio di Faggin. Subito dopo viene l’invenzione del touchscreen,proprio quello che ha dato origine ai display che sono montati ormai su tutti i tablet e smartphone. Poi alcuni sensori avanzati per future macchine fotografiche digitali. Ma in italia nessuno parla di Faggin per 40 anni. Solo di recente l’Italia si è accorta di lui e lo ha premiato con qualche onorificenza ma solo dopo che Obama lo ha fatto nel 2009. Allora  fu premiato con la medaglia nazionale per la tecnologia e l’innovazione per aver industrializzato il primo processore della storia. La grande rivoluzione del primo processore, infatti, non è solo stata la miniaturizzazione ma la progettazione della linea di produzione industriale completamente rivoluzionata e adattata a produrre quei “ragnetti” da 2 cm con migliaia di transistor al loro interno.
Ecco un ulteriore approfondimento sull'opera di Faggin

Blog di: 
Salvo Amato
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