Arriva il “non mi piace” di Facebook, cosa cambierà?

Io personalmente l’ho invocato tante volte, specialmente in quei casi in cui non puoi manifestare il tuo dissenso nei confronti di una affermazione pubblica.
In tempi in  cui i social network vengono usati anche per mostrare consenso sulle proprie affermazioni e sulle proprie idee il “non mi piace” o dislike, forse ci voleva ma cosa potrebbe cambiare effettivamente una introduzione che apparentemente sembra così banale?
Prendiamo ad esempio i post scritti dai politici nelle loro pagine facebook. Spesso puntano a raccogliere consenso ma sino ad ora è stato difficile manifestare o comunque “misurare” il dissenso.
In un’epoca in cui tutto scorre velocemente spesso il numero di visite, il numero di “like” sembra contino più dei commenti che rischiano di passare in secondo piano. Questo anche perché non tutti scrivono e non tutti scrivono che qualcosa non piace. Ciò avviene per pigrizia o per altro ma di certo nella rete c’è poca voglia di scrivere qualcosa di qualità.
Prendiamo ad esempio le pagine di marketing di servizi e prodotti commerciali. Il numero di like è indice di popolarità ma cosa accade se viene introdotto il dislike? Che succede se un prodotto ha 100.000 “mi piace” ma ha anche 200mila “non mi piace” ?
Il grande merito dei social network spesso è dato dalla capacità di mettere tutti in condizioni di dire la propria anche su una pagina di un prodotto commerciale o di un politico, cosa che non avviene in nessun altro contesto comunicativo. Inserire anche un netto “non mi piace” di sicuro sarà una grande “arma” sociale in mano ai cittadini. Sapranno usarla?

 

Blog di: 
Salvo Amato
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