I profeti di sventura e gli oracoli dell'ovvio

Il dato 'certo' di questi anni di crisi è l'incertezza. Non c'è più teoria che funziona, un format granitico che risolva i problemi, anche la matematica è diventata un'opinione (fanno cilecca i modelli previsionali delle catastrofi atmosferiche).  In questo rimescolamento 'teorico'  si affermano gli oracoli dell'ovvio e i partigiani del mondo delle fate. Tirano mode, e abbracci, verso coloro che ci dicono quello che già sappiamo, ma piacciono,  perché lo dicono con quell'allure da santoni masochisti. Le elite intellettuali (spaesate, alla ricerca di idoli), divoratori di icone, hanno il loro spirito guida, oggi, nell'economista francese Thomas Piketty e il suo pamphlet titolato <<Il Capitale >> (bella idea pubblicitaria dare lo stesso titolo del più robusto e noto libro di Karl Marx) e scritto in piccolo, giusto per rimanere con i piedi per terra, <<nel XXI secolo>> . Oltre novecento pagine per dirci che esistono le diseguaglianze, che sono sempre esistite e che si può uscirne con risposte politiche che non si sa se arriveranno. Applausi a Piketty. Lodi, lodi. lodi alla fiera delle  banalità. Godono appiedati e smarriti di ogni pezzatura. E' l'espiazione  dei peccati. Dei sacerdoti-economisti, vil razza dei passi perduti che pensano di risolvere i problemi dell'economia domestica, day by day,  con logaritmi e algoritmi. Lo diciamo anche ai signori del Nobel di Svezia che hanno dato il tocco di sapientino a Jean Tirole un economista d'oltralpe (i fumi anglosassoni sono un ricordo) tutto studi e valanghe di formule per stabilire la miglior concorrenza industriale per  salvaguardare i clienti.  <<Ciao, core>>: ma questi Pitagora sanno come funziona il mondo? Nella mia attività di consulente editoriale, e di lettore, ho bevuto libri di autorevoli studiosi di grido stranieri. Il mio giudizio all'editore italiano quasi sempre è stato perentorio: non pubblicabile (poi l'editore spesso faceva il contrario e pubblicava). I cosiddetti guru hanno format standard: prima studiano un bell'acronimo spot che fa titolo per annunciare l'apocalittico o il trionfante  a fianco di un indice tutto <<fuochi artificiali>>. Leggi il testo, pagine e pagine, e mastichi la solita fuffa, riciclata, un copia  e incolla venuto male. E' da lustri che Rifklin ci annuncia la società dell'idrogeno e Krugman ci spara due o tre bombette di catastrofi imminenti (l'ultima profezia: la crisi è la vendetta di chi non è stato perdonato). Per aprirsi alle novità, e ai cambiamenti, non servono tecnici e profeti. Solo artigiani dell'economia.

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Maurizio Guandalini
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