I dubbi sul 730 precompilato

Siamo stati tra i primi a chiederla. Quindi, non ci può che far piacere trovare la dichiarazione dei redditi, precompilata, nella busta delle lettere nel 2015. Alt, primo stop. Gratta gratta, scopri che la dichiarazione precompilata non arriverà a tutti. Ma solo ai lavoratori dipendenti e pensionati. Inoltre non la troveremo nella cassetta della posta, ma sarà on line, su internet nel cosiddetto cassetto fiscale che ogni contribuente avrà a disposizione accendendovi con il pin. Leggeremo la dichiarazione, se l'accettiamo si procede, se non ci va, perché la troviamo incompleta o errata, dobbiamo rivolgerci ad un professionista per correggerla. Ancora, gratta gratta e osserviamo che questa innovazione entrerà a regime nel 2016, quando arriverà la dichiarazione con le detrazioni delle spese sanitarie, praticamente la ciccia, la parte robusta delle spese nel 730. Tirando i totali, diciamolo con franchezza, molti punti di domanda. E' vero che, in questo paese immobile e rachitico, meglio 'piuttosto' che niente. Ma avremmo voluto una accelerazione dei tempi. Lunghi e macchinosi. Se è vero, come dice il Fisco, che abbiamo un sistema informatico e delle banche dati tra le più avanzate al mondo, perché dobbiamo attendere due (sicuramente più) anni? I tempi sono il nostro buco nero, come per la riforma del catasto che è sempre al via, anche oggi,  ma è un 'al via' che ce lo sentiamo ripetere da vent'anni e questo 'via' prima che decolla ci vogliono, minimo, cinque anni. Per quale motivo la dichiarazione precompilata non arriva a tutti? Ad esempio alle, tante, partite Iva <<per necessità>> (l'alternativa è non lavorare) che, con stipendi miseri, devono pagarsi il commercialista, oltre 1500 euro all'anno, rischiando di sballare nel totale tra entrate e uscite. Poi la dichiarazione precompilata on line è un  un controsenso logico, dei fatti. Se è lenta l'operazione <<dichiarazione precompilata>> figuriamoci  'educare' i cittadini, di ogni fascia di età, a munirsi di un computer, di una linea internet e di usare il pin. Abbiamo già visto con l'esperienza del Cud, non più cartaceo, la difficoltà di molti pensionati di scaricarselo via internet. Infatti sono ricorsi ai caf dei sindacati o sono andati direttamente all'Inps. Perché non fare come altri paesi, molti nord europei, dove appunto la dichiarazione precompilata ti arriva nella busta della posta, in versione cartacea. Se mi va, l'accetto, pace e amen; se al contrario trovo magagne non mi reco, a mie spese, da un professionista, o al caf, per correggerla ma all'Agenzia delle Entrate, gratis, senza spendere un cent.

 

Blog di: 
Maurizio Guandalini
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