E il sabato? Si va in piazza

E il sabato? Si va in piazza. Prima Grillo con il raduno del circo Massimo, poi la manifestazione della Lega a Milano e il 25 ottobre a Roma con il milione della Cgil, oggi la manifestazione degli statali.

Vale la pena scendere in piazza e manifestare? È da un po' che mancano all'appello le grandi adunate. Si va in piazza per testimonianza, per una azione di forza (della serie "guarda cosa sono capace di fare") e per caricare militanti, di associazioni e partiti. Dire che il 'sentiment' della piazza è sinonimo di quello che pensa la 'maggioranza' del paese, accomunare e identificare gli italiani con le idee che si rivendicano nei cortei, è una presunzione fallace, non vera. Ancor più oggi, si può dire, con tranquillità, che l'influenza piazzaiola, sull'attività dei governi, negli ultimi vent'anni, non c'è mai stata. Come gli scioperi. Ad esempio, le astensioni dal lavoro nei trasporti non hanno mosso nulla dopo otto anni di attesa del contratto. Per questo anche le discese in piazza vanno centellinate se puntano a contare qualcosa. La manifestazione al sabato ci ricorda tanto 'Il sabato del villaggio' di Leopardi. Il sommo vedeva nel sabato il giorno più gradito della settimana perché la felicità risiede 'solo' nell'attesa (della domenica). Alla domenica ci si rompe pensando a quello che sarà la settimana che arriva. La sensazione è che dopo il sabato delle manifestazioni i problemi, dal lunedì, sono gli stessi, con la richiesta di essere risolti senza prove di forza.

Capito Cgil? La manifestazione del più grande sindacato italiano contro il governo di sinistra è

stata inopportuna e inutile. Ha i connotati esclusivi di una disputa personale Camusso contro Renzi. La leader sindacale non lo sopporta fin dalle prime primarie del Pd dove invitava a votare tutti meno l'ex Sindaco di Firenze. Da lì si è capitombolati ad oggi. Dopo solo otto mesi di Governo Renzi la Cgil si è aggrappata al Jobs Act (una riforma che nel suo complesso, se letta bene, accoglie e va ben oltre le richieste del sindacato), a testa bassa solo per far vedere dei muscoli che, certo ci sono, ma sono rattrappiti dal tempo, dallo stantio conservatorismo inutile come non mai. Nemmeno con Monti e i suoi ministri (in primis la Fornero) incapaci di fare i conti provocando una massa di esodati, quella sì una ferita grave, la Cgil era scesa in piazza così ferocemente. Ho letto il volantino della manifestazione del 25 ottobre ed era  una lista di ovvietà che trovano l'approvazione di tutti i cittadini. Leggo "Aboliamo la Precarietà puntiamo sulla Qualità e Stabilità del lavoro". Oplà, e chi dice il contrario? E ancora: "Per la Cgil la forma comune di rapporto di lavoro deve rimanere il contratto a tempo indeterminato". Avercene, ma come si fa quando la coperta è corta e i disoccupati aumentano? Suvvia, dite la verità.

Una proposta: perché invece di spendere milioni di euro (soldi a go go per pagare il noleggio di bus, treni, navi, cestini di viaggio ecc) per tante manifestazioni non fate  il gesto di donarli ad un fondo per sostenere le famiglie degli esodati o dei precari? 

Blog di: 
Maurizio Guandalini
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Maurizio Guandalini