Disabili: il digitale che migliora la vita

Questa mattina, ferma a un semaforo della capitale, m’interrogavo sulla dimestichezza di un cieco nell’attraversare la strada ascoltando qualcosa in cuffia, con uno smartphone in mano e senza cane guida. Mario, cinquantenne romano, mi dice che utilizza Ariadne GPS, una App che geolocalizza l’ipovedente per orientarlo, indicando i nomi delle vie con i relativi numeri civici e i mezzi pubblici in zona. Un suono lo avverte che è in prossimità della posta, uno dei luoghi  segnati come “preferiti” sulla mappa del suo cellulare. A leggergli i quotidiani, con una voce neanche troppo metallica, c’è WinGuido, capace anche di semplificare l’accesso a servizi di pubblica utilità reperibili su Internet, quali l'elenco telefonico o l'orario ferroviario. Per scrivere utilizza BraillePad, che stila per lui e-mail ma anche post sui social network, utilizzando il codice braille. Al supermercato si avvale di AudioLabels, che riconosce i prodotti dai codici a barre e glieli segnala, quando ci passa accanto. Legge molto, accedendo al vasto numero di titoli disponibili in versione audiolibro, tramite una App dedicata. Va anche al cinema, dove gode in totale autonomia dei suoi film preferiti, grazie a MovieReading, un’applicazione gratuita che fornisce l’audio commento delle scene. Con un sorriso radioso Mario – che mi ha anche offerto un caffè - mi dice che la sua vita è piena, e che la tecnologia ha rivoluzionato il suo approccio alla realtà, rendendolo molto più autonomo. I suoi occhi senza colore fissano il mio scetticismo, graffiandomi l’anima. Le sue parole inattese mi sbaraccano dal presente, liberandomi dalla mia mortifera prigione di apparenze.  Ricambio il sorriso, certa che lui lo percepisca in qualche modo, sentendomi tanto goffa, io, che spesso incespico tra i sampietrini di Via Nazionale.

Blog di: 
Alessia Chinellato
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