WhatsAppDown

È durata poche ore l'illusione della disconnessione dai servizi di messaggistica istantanea. In particolare lo scorso 3 novembre WhatsApp è andato giù. #WhatsAppDown, come si dice in gergo, ha significato la riconnessione con la realtà. Panico totale per gli oltre 1,2 miliardi di utenti che ogni mese utilizzano l'applicazione in tutto il mondo. I primi problemi hanno visto rallentamenti e malfunzionamenti all'interno delle chat, fino al blocco completo del servizio per l'intera utenza, o quasi. I server non riuscivano a smistare i messaggi e le conversazioni restavano "appese" a un filo eterico. Durante le ore in cui il servizio era offline, milioni di persone hanno usato l’hashtag #WhatsAppDown  per commentare la notizia o consigliare di usare sistemi alternativi per scambiarsi messaggi, come ad esempio Messenger di Facebook o i vecchi SMS, neanche ci fosse stato un attentato!!! Intanto: niente messaggi audio chilometrici, niente gif animate per augurare il buongiorno, niente conversazioni ridondanti nei gruppi delle scuole. Persone che hanno scoperto com'era il tempo senza guardare l'App meteo, alzando direttamente gli occhi al cielo. Ma anche gente che non ha resistito e ha installato Telegram o altre applicazioni per la messaggistica istantanea meno conosciute, ma forse più sicure… Era quella l'occasione per cogliere la palla al balzo e fare quella famosa telefonata sempre rimandata senza ridurre tutto ad un freddo messaggio. Insomma: un altro mondo, tutto da scoprire che ci gira intorno, ma che non conosciamo. Che dire? È stato bellissimo, per chi ne ha approfittato.

Blog di: 
Alessia Chinellato
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16 marzo: sono passati 40 anni dal rapimento di Via Fani. Eppure – sebbene bimbetta – ricordo chiaramente quei telegiornali tutti uguali, senza notizie di rilievo, senza svolte. Un mantra uguale a se stesso, recitato per 55 giorni.

Arriva.  Eccolo. Un altro Natale. Coi bambini rubicondi come putti, a scartocciare regali.

E, tutti, a giocherellare con lo smartPhone nuovo di pacca, al quale, comunque, non rinunciamo per Natale. Cadesse il mondo. 

Fino a sette ore al giorno. Tanto usiamo lo smartphone. Di più nei paesi emergenti, che vedono la tecnologia come il baluardo verso una nuova realtà. Che abietto parossismo! La vita diventa un ritmo frammentato. Il lessico lascia il posto a una lingua pidocchiale, fatta di emoticon.