VACANZE? FINITE!

Vacanze italiane, in auto. Per lo più in famiglia, quasi certamente in Italia. Dicono che il 60 % degli italiani non si sia mosso. Ma a ben vedere le città sono desolatamente deserte. Si rianimano, poco, alla sera. Nei locali della movida, per qualche bevuta troppo ravvicinata, con immancabile intervento della polizia municipale per evitare assembramenti.

Il centro: un reticolo di strade vuote, dove si potrebbe quasi sentire l’eco dei propri passi, se non fosse che i tacchi affondano nell’asfalto molle per la calura insopportabile. Che quest’anno non demorde. Almeno avesse ucciso il Covid. No. Neanche temperature intorno ai 40 gradi hanno sconfitto il nemico invisibile. Anzi. Dalle mete più gettonate, quelle che magari abbiamo solo sognato, eccolo riemergere, più fastidioso di prima. Questo virus che ci ha cambiato la vita. Che impedisce di mettere il rossetto, di leggere il labiale, di respirare a pieni polmoni. Non ci resta che capire chi abbiamo di fronte leggendo la mappa dei tatuaggi, intercettandolo in lontananza. Perché il distanziamento ha reso difficili pure le relazioni interpersonali. E allora social, social e ancora social. A figurarci un’estate che non è stata e non sarà. E un autunno incerto. Perché la festa è finita. Le danze pure, l’autunno è incipiente e forse anche solitario. Fatto di smart working e di isolamento al computer, tra monoporzioni seduti al terminale, aspettando un’altra estate.

Blog di: 
Alessia Chinellato
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Strane vacanze post covid, alla scoperta dei borghi nostrani. Comunque col telefonino e la mascherina. Ogni smartphone ha una macchina fotografica all'interno. Di ottima qualità. Tanto che - con l’avvento degli smartphone-  il mercato delle macchine fotografiche si è ridotto dell’87%.

Violenza inaudita, giochi assurdi. Foto raccapriccianti. E chissà cos’altro.  Pare che l'adolescenza sia scomparsa. Un'età che non esiste più. Nativi digitali, i nostri figli imparano prima e meglio di noi a destreggiarsi nell’etere. E non sanno più cosa sia la manualità.

Quella con Daniele Mencarelli è stata una conoscenza fatta durante il lockdown. Un contatto tra lettore ed autore. Domande semplici e dirette, fatte in punta di piedi e lanciate ad un indirizzo e-mail scovato in rete, cui neppure pensavo avrei ricevuto risposta.