Ultima cena #socialweb

Avevano conseguito un discreto successo anche a Febbraio, con una parodia del Festival di San Remo, piena di neologismi inerenti il mondo del web, riscrivendo note canzoni come “Non ho le tag” o “Una lacrima su Vimeo” e “C’era una volta una chat”.

A Pasqua, con una rivisitazione dell’ultima cena ai tempi di Internet, stanno davvero sbancando.

Un gruppo di ragazzi napoletani, amici di lunga data, che rivivono la cena di Gesù con gli apostoli durante la pasqua ebraica, precedente la sua morte, con tutti gli accessori propri dell’era del cloud.  

L’ambientazione è quella del celeberrimo dipinto di Leonardo, raffigurante il refettorio del convento di Santa Maria delle Grazie. I protagonisti sono noti a tutti, anche ai non credenti. Ognuno incarna il proprio ruolo, con delle finezze incredibili. Un Gesù incavolatissimo si rivolge agli apostoli dicendo “avete capito che dove vado il cellulare non prende?” riferendosi al fatto che dopo la morte dovremo abbandonare il telefono, divenuto ormai estensione del nostro braccio, ma anche alla nomofobia, il disturbo di cui molti soffrono quando non riescono ad essere connessi. E ancora, rivolgendosi a Giuda, che è on line su una chat, chiede di dirgli le cose in faccia. Immancabile il selfie con il centurione che lo trascina via. Tre giorni dopo, ovviamente, Cristo riappare per rispondere a un invito per il Lunedì dell’Angelo “anche se piove”, inviato – manco a dirlo - via Whatsapp.

Le potenzialità di Internet sono davvero incredibili e possono premiare emeriti sconosciuti, capaci però di finezze che grandi autori e registi fino ad ora non sono stati capaci di pensare. Una meritocrazia che viene dal basso e che nessuno può negare, vista la viralità del video e l’immediata impennata dei followers dell’account Twitter di uno dei creatori @TonyCotinaVero. Nella sua biografia sul social che cinguetta afferma “E’ cambiata la mentalità”. Niente di più vero: oggi tutto passa attraverso il networking. E’ un meccanismo inarrestabile e irrinunciabile.

Chi trova l’idea blasfema dovrebbe aggiornarsi: guardare i video pubblicati sul canale Youtube dei "Casa Surace", dove per ora ci sono solo 7 filmati, è solo una lezione di Internet: un occhio spalancato sulla realtà. Non può che arricchirci. Mi auguro che qualche bravo cacciatore di teste ne sfrutti la genialità, che, senza il web, sarebbe rimasta appannaggio di pochi.

Blog di: 
Alessia Chinellato
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