Tra spirito e materia: i social ci ottundono la mente?

Esiste un confine tra visibile e invisibile, dove la materia e lo spirito, che ci appaiono così separati e lontani tra loro, coesistono in perfetta armonia? E' possibile percepire il mondo dello Spirito, in cui esistono altri piani ed altre energia che abbiamo smesso di "vedere" sebbene siano così vicine a noi e tangibili? Quante volte avremmo voluto sentire una loro presenza, un segnale, un messaggio, senza ottenere alcuna risposta, solo perché presi dalla frenesia della nostra mente e della nostra vita quotidiana. Tutta questa #tecnologia che ci ottunde il cervello e ci impedisce forse di connetterci con la parte più profonda di noi stessi e riappropriarci delle sensazioni e dei "segni" che pure - se ci affidiamo all'universo - ci arrivano e ci guidano verso strade nuove. Talvolta c'è bisogno di una guida, tanto più in questi tempi di globalizzazione mentale. Dove siamo tutti chiusi in un grande cerchio eterico dove una forza oscura pare volerci instillare gusti e preferenze. E allora c'è bisogno di qualcuno, un mezzo, un medium, che ce lo riveli. Particolarmente interessante un'esperienza che io stessa mi accingo a fare il prossimo 23 settembre attraverso gli interventi di una medium inglese, un motivatore sportivo, un'astrologa antroposofica, un naturopata e un'ipnologa alle vite passate si potrà accedere alla parte più profonda del nostro Essere e considerare come realtà invisibili, solo apparentemente lontane, siano parte integrante del nostro mondo fisico e del nostro essere.  Affidarsi all'anima mettendo da parte la mente.Una giornata per stare lontani dal cellulare e ritrovare se stessi e la consapevolezza interiore. Per chi non ha paura di ritrovarsi. 

Info - laportaeterica@gmail.com- www.laportaeterica.it

 

 

Blog di: 
Alessia Chinellato
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Olografo. Firmato. Depositato. Questo era, in tre parole, il testamento. Tanto bastava. Per salvaguardare il patrimonio materiale del de cuius. Ma: c’è altro. L’eredità eterica. Ciò che ha lasciato nel cloud.

Par condicio: anche sui social. Pure le suore potranno avere un profilo Facebook. Persino quelle di clausura, purché lo usino con discrezione e sobrietà. Discrezione: basta avere un profilo chiuso, magari senza foto e impicciarsi degli affari altrui evitando di condividere cose personali.

Da un estremo all’altro.