SMS: il ritorno!

Il ritorno degli #SMS

 

Sembravano essere stati del tutto dimenticati. Surclassati, archiviati. Eppure continuano a comparire nei piani telefonici, alla stipula e al rinnovo. A 26 anni dall’invio del primo, per augurare "Buon Natale”, tornano in auge. Gli SMS. Si tratta soprattutto di una scelta commerciale, se, come stima la prestigiosa rivista #Forbes, due terzi del mondo del business li utilizzeranno per restare in contatto con la propria clientela. Solo in Italia oltre il 50% delle Piccole e medie imprese deve la propria crescita all’SMS e lo adopera preferibilmente per restare in contatto con gli avventori.

Diciamo la verità: l’SMS raggiunge tutti e non ha bisogno di Wi-Fi, roaming o spunte blu. Si tratta dell’unico modo sicuro al 100%. Un canale tranquillo, attendibile, non ridondante e più polite. Che segna la linea di demarcazione tra ciò che è business, appunto e ciò che invece è privato. Le chat di WhatsApp rimarranno appannaggio delle relazioni personali e familiari, con la loro punteggiatura inesistente, le parole tronche orribili a vedersi – tanto da renderci degli analfabeti funzionali -  e le emoticon ad esprimere un sentimento o stato d’animo.

In questa direzione spinge anche Facebook che lo sta utilizzando in maniera ubiqua per martellare gli iscritti. Tanto da averne lanciato la versione business.

Forse – tutti quanti – ne abbiano le scatole piene di questo continuo trastullo di messaggini, notifiche, jpg animate, che ci rendono i cervelli marcescenti e reclamiamo il diritto alla disconnessione. Se poi proprio non è possibile sparire, allora si agli #SMS, ma con parsimonia!

Blog di: 
Alessia Chinellato
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