#SmartLove

Autunno incipiente: prendono il via i nuovi palinsesti televisivi. Da notare, tra tutti, #SmartLoveRai4. Un reality social giornaliero, in onda in chiaro, dove le anime vengono messe a nudo, alla ricerca dell'amore. Un primo incontro visivo tra due spasimanti che sono stati accoppiati chissà in virtù di quale strano algoritmo e poi lo scambio del cellulare per un giorno intero.
Al termine del quale i due si scriveranno, pur essendo uno di fronte all'altra, se intendono frequentarsi o meno.
Ventiquattro ore nelle quali ciascuno avrà a disposizione tutta la vita social del pretendente: fatta di scatole cinesi, ove la realtà virtuale va ben oltre quella reale.
Così, scorrendo le chat, si scopriranno i gusti e le connessioni, le storie, gli intrighi. Ci vuole un bel coraggio per mettersi alla prova così, perché - diciamolo- nessuno ha la coscienza eterica pulita. I nostri profili social sono tagliati ad personam. Permettiamo agli altri - anche a chi con noi condivide la vita- di vederne solo un pezzettino. Si pensi solo al pubblico personalizzato cui lasciamo vedere i nostri post su Facebook.
In un mondo nel quale l'amore è' diventato un privilegio a tempo, dove le storie si terminano con un whatsapp o una email perché una telefonata è' troppo impegnativa, la lascivia corre sul web e diventiamo tutti fragili. Rabdomanti del last minute degli incontri, perché l'attendere è' diventata una parola oscena, passivizzati dall'imperare dei social, siamo schiavi della corruttela del cloud, salvo poi imbottirci di psicofarmaci per sfuggire ai demoni dell'abbandono.

Blog di: 
Alessia Chinellato
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Esiste un confine tra visibile e invisibile, dove la materia e lo spirito, che ci appaiono così separati e lontani tra loro, coesistono in perfetta armonia?

Olografo. Firmato. Depositato. Questo era, in tre parole, il testamento. Tanto bastava. Per salvaguardare il patrimonio materiale del de cuius. Ma: c’è altro. L’eredità eterica. Ciò che ha lasciato nel cloud.

Par condicio: anche sui social. Pure le suore potranno avere un profilo Facebook. Persino quelle di clausura, purché lo usino con discrezione e sobrietà. Discrezione: basta avere un profilo chiuso, magari senza foto e impicciarsi degli affari altrui evitando di condividere cose personali.