#Rio2016 la rivincita degli imperfetti

Molti hanno seguito le Olimpiadi attraverso i social. Oltre 3 milioni di interazioni e 230 mila tra messaggi e post. Il picco - secondo i dati di Blogmeter - c'è stato durante la cerimonia d'inaugurazione. 
Tre gli hashtag ufficiali dell’evento#Olympics, #OlympicGames e #Rio2016, con gli account @Olympics, @OlympicFlame e @Rio2016_en e - per l'Italia -  @CONInews e@Italiateam_it.  I social sono diventati lo sfogatoio di molti atleti - vedi la Pellegrini - fino a far uscire illeitmotiv del "basta partecipare".
E' stata la rivincita degli atleti non perfetti, arrivati ultimi, non belli fisicamente nonostante la partecipazione all'olimpo dei giochi. Il titolo sul trio di "cicciottelle olimpiche" è costato il posto al direttore di un noto quotidiano italiano, mentre perfetti sconosciuti -come un nuotatore etiope arrivato ultimo- è assurto agli onori della cronaca per la sua pancetta (si fa per dire). Generosità umana e incarnazione dell'uomo medio con le divinità olimpiche.  
Gi insulti a una ginnasta muscolosissima si sono trasformati in complimenti. La rete ha convertito il dileggio in ammirazione. La rete è democratica e - nonostante i riti vacanzivori di un'estate già evanescente - ha punito e premiato. 
Insomma beati gli ultimi, i brutti, i grassi, i normali. Quelli veri. 
 

Blog di: 
Alessia Chinellato
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