Rapimento Moro ai tempi di #Internet

16 marzo: sono passati 40 anni dal rapimento di Via Fani. Eppure – sebbene bimbetta – ricordo chiaramente quei telegiornali tutti uguali, senza notizie di rilievo, senza svolte. Un mantra uguale a se stesso, recitato per 55 giorni. Il sequestro Moro per noi che non abbiamo vissuto la seconda guerra mondiale è stato l’Undici settembre italiano. Mi chiedo come sarebbe andata, la faccenda, ai tempi di Internet. Forse non sarebbe stato possibile organizzare un rapimento simile, così lungo. Una trattativa stillicidio fatta di volantini lasciati nei posti più impensati, a scandire la prigionia dello statista. Le celle dei telefoni avrebbero lasciato qualche traccia e le intercettazioni avrebbero dato qualche frutto. Qualcuno, alla finestra, avrebbe utilizzato uno smartphone, uditi gli spari che falciavano la scorta del segretario della DC e magari - immortalato qualche scena utile. Le videocamere – onnipresenti – avrebbero svelato la presenza di personaggi veri o inventati sulla scena dell’eccidio.

Nel tempo della grande F (Facebook) la disintermediazione delle notizie avrebbe amplificato a dismisura le piste, creato migliaia di fake news: ma, tra un hashtag e l’altro, forse si sarebbe imboccata la pista giusta per rintracciarlo. 

Moro ebbe a disposizione carta e penna per scrivere e chiedere aiuto, in un crescendo di consapevolezza dell’incipienza della fine. Lettere accorate e delicatissime, come quelle alla moglie Noretta, intrise di lacrime. Niente di eterico: acqua e sale. L’ultima in particolare tocca le corde dell’anima. Il ricordo di tutti e di ciascuno. Adesso avrebbe – forse – potuto inviare delle e-mail o scrivere un post pubblico, se i terroristi glielo avessero permesso. La reazione sarebbe stata diversa e la linea della fermezza sarebbe crollata. Forse.

Eppure, anche senza social, già quel 16 marzo 1978, Piazza San Giovanni – a Roma – si riempì all’inverosimile – ed erano solo le 16,30 del pomeriggio. Era gente comune, attonita e commossa. 

Per non dimenticare, anche dopo 40 anni. Inondiamo i social di Hashtag. 

Blog di: 
Alessia Chinellato
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