#OrdinaryDay

Si ricomincia. Il solito tragitto, pendolare sui marciapiedi consunti dal sole ferragostano. Apparire e svanire sotto la metro come nuova abitudine di vita. Pendolare per poche fermate: tanto basta per percepire l’indifferenza dei viaggiatori. Gli occhi fissi sullo schermo del telefonino a rimestare tra le vite altrui sui social network, completamente disconnessi dalla vita vera. Mani impegnate in arzigogoli lessicali. Indifferenti all’anziano in cerca di un posto a sedere o al mendicante di turno, ma anche alla bella donna su tacco 12 in cerca di attenzioni. Apertura e garbo come eccezioni. Una “moda” trasversale, che non conosce eccezioni: italiani, stranieri, giovani e vecchi. Una società triste, sempre più visuale e delegante. Pare quasi di rifugiarsi sotto l’ombrello del cloud per cancellare qualsiasi interazione e evitare una prossimità obbligata. Troppo timidi e indifferenti allo stesso tempo. E dire che basterebbe un sorriso.

 

Blog di: 
Alessia Chinellato
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Uno stop, per calmierare il tempo passato on line. Anche Facebook corre ai ripari dopo i cugini Apple e Google, introducendo strumenti per monitorare il tempo trascorso on line.

Esiste un confine tra visibile e invisibile, dove la materia e lo spirito, che ci appaiono così separati e lontani tra loro, coesistono in perfetta armonia?

Olografo. Firmato. Depositato. Questo era, in tre parole, il testamento. Tanto bastava. Per salvaguardare il patrimonio materiale del de cuius. Ma: c’è altro. L’eredità eterica. Ciò che ha lasciato nel cloud.