Niente #Tinder per i minorenni

Tinder, App molto utilizzata dagli adolescenti (ma non solo) si basa su un principio molto semplice. Si scarica gratuitamente, agganciandola al proprio profilo Facebook. Una volta attivata la geo localizzazione, appare un catalogo infinito e dinamico di potenziali partner e si può interagire con chi ci sta accanto, nel raggio di poche centinaia di metri. Le intenzioni sono scoperte, l’approccio diretto, crudo, senza giri di parole inutili. La risposta un cash flow, dove esiste solo si e no, senza appelli.

Una sconfitta o un incentivo, per chi ha sempre creduto di saperci fare, con le parole, regine delle chat?

Niente più attese rabbiose, tra quel primo contatto e l’incontro vero e proprio.

Per chi non ama trastullarsi nella nullaggine silenziosa delle conversazioni on-line, che tanto può ingannare sulla vera natura dell’interlocutore di turno.

Per chi coltiva la speranza di poter dividere una notte (o più) con qualcuno.

Il risultato può essere un male di vivere estremo, ma anche un piacere luminoso, anche se breve.

Teoricamente gli under 18 non possono “abbinarsi” a maggiorenni. Recentemente il Ceo di #Tinder ha annunciato che chi non ha compiuto la maggiore età non potrà più utilizzare la App. Facile, a parole. Basta creare un account fake e agganciarvi il proprio profilo per eludere i controlli. Restano le buone intenzioni, ma con circa 50 milioni di utenti non sarà così semplice applicare le nuove regole. Ché i social sono solo un mezzo, nel turbinio della vita, per avvicinare prossimità che condividono gli stessi bisogni, senza guardare all’età di chi si connette. Necessità variabili o contingenti in una vita liquida dove risuscitare o, banalmente, vivere.

 

 

Blog di: 
Alessia Chinellato
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