Nell'era di Facebook non ci si guarda più

Tra poco sarà possibile ricostruire il proprio albero genealogico on line, con un semplice algoritmo. Intanto tutti noi trascorriamo su Facebook molto tempo. Per curiosità o evasione. Alla ricerca di nuove emozioni, ogni giorno. Il Papa e Obama hanno capito più di chiunque altro che ci sono nuovi modi di aggregare e comunicare, e dei social network fanno un uso incessante e intelligente.
Perché il web è fonte continua di notizie, ma anche uno strumento di recupero della memoria individuale. Permette, con il diario, di fissare momenti e renderli pubblici a una cerchia più o meno vasta di pubblico. Il social network più diffuso in Italia (con oltre 20 milioni di utenti a fronte di circa 3 su Twitter) ha reso disponibile una applicazione ad hoc (A look back) che permette di raccogliere in un video i momenti salienti della propria attività.

La domanda di fondo è: quanto è reale ciò che ci appare?
Cosa cerca l’utente tra le mura scabre del cloud? Davvero la felicità passa attraverso scambi di parole sui social? Non ci guardiamo più in faccia, neanche quando ci sfioriamo su un autobus o siamo in fila in automobile o al supermercato: giusto così? Facebook aggrega dove i divari sociali, occupazionali e di status allontanano. Divide, soprattutto nel privato, visto che può essere utilizzato come un catalogo dove pescare nick name nuovi ogni giorno. Il rischio è di stare come a poker, fermi. Nel presente, con un futuro assente. Arroccati in una solitudine estrema, dove ci si rifugia, bastando a se stessi.

Blog di: 
Alessia Chinellato
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Nasce in California e ha già 60.000 persone iscritte la piattaforma GoPillar, nata per bandire on line il miglior progetto possibile per la ristrutturazione o la creazione di spazi – vecchi e nuovi -  attraverso dei concorsi pubblici e gratuiti.

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