Metti una App nel calcio

L'idea di Massimiliano Allegri che giusto lunedì 7 settembre ha presentato a Milano la sua APP "Mister Allegri Tactics", è una vera genialata. Durante la presentazione l’allenatore ha esordito dicendo che “Il calcio è molto semplice, e noi come nella vita abbiamo reso complicato tutto quello che era semplice”. Il tecnico, sempre piuttosto pacato nelle sue esternazioni, nonostante le origini livornesi che lo vorrebbero un poco oltre le righe a livello gergale, è stato criticato da molti. I social network, cui lui dice di essersi avvicinato non più di due anni fa, si sono letteralmente scatenati in una ridda di commenti dal sarcastico, all’ironico, all’offensivo. Lui, per niente irato, afferma solo di voler mettere a disposizione le proprie competenze: a favore di tutti. Di risultati, indubbiamente, il Mister ne ha portati a casa. Come lui stesso ha dichiarato “Attraverso questa App posso dare consigli sotto l'aspetto tecnico, tattico, alimentare e psicologico. Questi due ultimi settori sono molto importanti, sviluppati bene dentro l'applicazione. Vorrei dare un contributo per migliorare questi aspetti, per dare in particolar modo ai ragazzi una buona educazione". La App è intuitiva e di molto semplice utilizzo, si presenta come una lavagna tattica, dedicata agli  allenatori, costretti ad adattarsi ai cambiamenti imposti dalla tecnologia. Una parte dedicata ai moduli, alle tecniche di gioco, l'altra al lato psicologico, agli stimoli da dare ai giocatori, alla dieta che dovrebbero seguire, alle dipendenze dalle quali dovrebbero astenersi. Con questo suo step social – in cui si rende in qualche modo raggiungibile per un consiglio e pronto ad interagire con chi lo volesse, scendendo nel girone degli umani - dà prova di  grande intelligenza che, abbinata al suo usuale low profile, non farà che proiettarlo verso lidi internazionali di altissimo livello. Un approccio che – però - sta dividendo il pubblico del web. La domanda sorge spontanea: se era davvero così facile progettare una App sul calcio, quasi come scoprire l’acqua calda, perché non ci ha già pensato qualcun altro?

Blog di: 
Alessia Chinellato
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