#Maturita2015

Quanto avrei voluto trovarmi – stamattina - su un banco di scuola, a sostenere la prima prova della maturità. Non per una questione anagrafica, nonostante non sia una ragazzina, ma per scrivere di quanto è cambiato il mondo, con l’avvento della tecnologia. Di quanto sia mutata la comunicazione, per chi se ne occupa, trasformando un mestiere – quello del giornalista- soggiogato ormai dalla iper connettività. Da quanto rapida e profonda sia la metamorfosi. Alla fine ci sono riusciti. I contenuti dei siti d’informazione sono linkabili direttamente all’interno di Facebook, senza ping (in soldoni, il tempo per arrivare a una news) a domini esterni. Tutto questo garantendo comunque ai giornali una parte degli introiti prodotti dalla pubblicità. Gli accordi tra Zuckerberg sono realtà e una serie di testate statunitensi, tra le quali due colossi come il New York Times e il National Geographic cambieranno tutto.

Così, mentre Google debutta sull’Apple Watch con la notifica delle news, che diventano a portata di polso, mettendo a disposizione un bacino di oltre 65 mila fonti, il social più usato al mondo sbanca con Instant Articles.

Le notizie sui cellulari si caricano con una velocità dieci volte superiore agli standard degli articoli normali.

In Italia un italiano su tre utilizza Facebook dal telefonino: quindi una larga fetta della popolazione può essere raggiunta con contenuti interattivi praticamente in tempo reale. Più notizie per tutti e più interazioni, attraverso i social network, seppure di livello medio basso, come dice – opinabilmente - Umberto Eco.

Gli editori possono vendere la pubblicità direttamente, come hanno fatto finora, oppure delegarla a Facebook, stipulando accordi specifici. Cambia così, totalmente, il modo di fare giornalismo, che dovrà adattarsi ai trending topics del momento, ovvero orientare la barra sulle notizie che il popolo della rete ritiene interessanti e non decidere autonomamente cosa pubblicare. Monitorando attentamente e continuamente – per esempio - gli hashtag (quelle parole precedute da un cancelletto) che si vedono scorrere sulla barra laterale di Twitter in un saliscendi continuo che somiglia all’andamento dei titoli in Borsa.

Ogni news sarà monetizzata in base alle letture che riceverà, facilmente calcolabili dalle visualizzazioni ottenute.

Nasceranno nuove figure e diversi modi di fare giornalismo: maggiore interattività e centralità del lettore.

Certamente a questo dovranno affiancarsi nuovi modi di progettazione dei contenuti e dei canali di distribuzione. Mi piacerebbe avere 20 anni oggi per avere la consapevolezza di trovarmi sulla soglia di un mondo nuovo, da conquistare. 

Blog di: 
Alessia Chinellato
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