Malati di #smartphone

Fino a sette ore al giorno. Tanto usiamo lo smartphone. Di più nei paesi emergenti, che vedono la tecnologia come il baluardo verso una nuova realtà. Che abietto parossismo! La vita diventa un ritmo frammentato. Il lessico lascia il posto a una lingua pidocchiale, fatta di emoticon. Siamo ammalati di smartphone. Uno studio stabilisce che gioco e navigazione sono le attività più praticate dai campioni dello #screenshot. A seguire la messaggistica istantanea che appende al filo dei discorsi infiniti persone che non sanno più trovare la propria exit strategy: camminano proni per strada, con una postura che rasenta il gobbismo, impregnati della sublime ignoranza che pervade i nativi digitali, incapaci di riconoscere il corsivo dallo stampatello. La vita diventa un ritmo sinusoidale frammentato. Le interferenze dialettali a coprirci d’umorismo reietto. Intanto, l’obsolescenza programmata ci dice che gli smartphone durano, al massimo, 20 mesi, per poi essere rimpiazzati. Con buona pace delle nostre tasche: spendiamo per i telefoni oltre 370 miliardi di dollari.

Blog di: 
Alessia Chinellato
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