#Macbeth

Macbeth: un quasi capolavoro questo film del semi sconosciuto regista australiano Justin Kurzel. Sono 11- infatti - i tentativi di rendere al cinema la tragedia shakesperiana. Forse quest'ultima pellicola, nelle sale italiane da ieri, è la più riuscita. Certo: non aspettatevi un film facile, perché è in gran parte recitato. La guerra diventa pugna e per chi non è più che acculturato, molti passaggi non sono facili da digerire. Predomina una scenografia magica, in cui il sorpannaturale pervade le brughiere scozzesi fino ad inghiottirne i personaggi.  Micheal Fassbender, rosso barbuto dai lineamenti incisi e gli occhi liquidi, interpreta egregiamente la brama di potere che diventa follia. Non è facile essere attore di teatro in una pellicola cinematografica: eppure lui riesce ad incollare lo spettatore alla poltrona. Rosso: come la barba, come il sangue che scorre a fiotti, come il fuoco che brucia la vita di anime innocenti, come l'amore folle che spinge Macbeth a eseguire gli ordini della bellissima moglie, interpretata dall’attrice glamour Marion Cotillard. Il protagonista sembra via via allontanarsi dal lume della ragione, esponendosi anche al pubblico ludibrio. Le sue mani, macchiate di sangue, lo accompagnano in atti sempre più scellerati, fino alla disillusione di chi comprende di essersi affidato ad un Fato bugiardo. Re vincibile. La distruzione creatrice dell'inizio si fa dolore. Il fare mefitico diventa solitudine mentre il flagello rovinoso della vita giunge al termine con occhi senza pianto. Da vedere, preparati per tempo. 

Blog di: 
Alessia Chinellato
Ultimi articoli da questo blog

Mai come ora pubblico e privato si mischiano in un’alchimia inquinata dai veleni del risentimento, che quasi sempre accompagna la fine di un amore.

Nasce in California e ha già 60.000 persone iscritte la piattaforma GoPillar, nata per bandire on line il miglior progetto possibile per la ristrutturazione o la creazione di spazi – vecchi e nuovi -  attraverso dei concorsi pubblici e gratuiti.

Uno stop, per calmierare il tempo passato on line. Anche Facebook corre ai ripari dopo i cugini Apple e Google, introducendo strumenti per monitorare il tempo trascorso on line.