#JohnnyLoZingaro e l’amore

Si nascondeva con una donna -evasa- di 58 anni. Incastrati dall’ordine di un nuovo materasso. Il tempo lo hanno sicuramente passato bene.

Venticinque giorni di latitanza. Per un ergastolano in regime di semilibertà. Ma, qui, non si parla di pene e di carcere. Ma di amore: un amore giovanile, ritrovato. Quello che gli ha fatto affrontare, ancora una volta, la clandestinità. Ché la vita è un vuoto pneumatico, senza amore. E cosa c’è di meglio di un perdersi in un abbraccio, mentre le membra si sciolgono nel caldo delle lenzuola? Deve averla pensata più o meno così, #JohnnyLoZingaro: conscio che – prima o poi – l’avrebbero riacciuffato. Siamo tutti preda della malia del futuro, solo che non ne siamo consapevoli e rimandiamo al domani quello che – forse – non accadrà mai. Un pensiero, un caffè, una “fuga” d’amore rinviata o mai organizzata. Pensando che ci saranno altre occasioni. Che- magari- non arriveranno mai. Come condannare, allora, la forza con la quale #JohnnyLoZingaro si è opposto a un destino scritto e inoppugnabile? Meglio lo sciopero generale dei sentimenti che pervade i rapporti odierni o l’ultimo colpo di coda del Dandy disadattato? La melassa amorale in cui ci tuffiamo giornalmente o la fame di vita? In questa estate evanescente, che già sembra volgere al termine, dove non si riesce a prendere una decisione neanche sul dove andare in vacanza - e con chi- e ci si appresta ad affrontare attacchi di nomofobia, c’è qualcosa da imparare da questa vita difficile e malmenata. Perché non è possibile sottrarsi alle leggi non scritte dell’amore. Non per tutti. La verità.

Blog di: 
Alessia Chinellato
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