Internet Apocalypse

Alcuni uomini diventano eroi, loro malgrado. Così accade che un giorno la rete Internet si disconnette, il web muore. In un universo scollegato vengono meno le certezze del cloud. Come sarebbe la nostra vita senza la scatola magica di Internet? Non per un giorno, ma per un lungo periodo. In un mondo senza Facebook, Twitter e App per geolocalizzarsi, difficile ambientarsi e comunicare. La vita non passa più attraverso uno smartphone e i contatti tornano necessariamente ad essere visivi, difficili, pieni di pathos. In una New York surreale, uomini sbandati soffrono di astinenza da social e sono costretti ad un reset mentale. Vite pronte a riavviarsi dopo un lungo torpore fatto di status postati sui network, di comunicazioni tronche - al massimo 140 caratteri- di pic ritoccate. E le emozioni diventano insopportabili, più grandi dei cliché celati dietro uno schermo. Niente più cookies, niente più web reputazione da salvaguardare. "In un'era in cui si vive on line, visti da tutti e comunque sconosciuti, le dinamiche delle relazioni involvono in quella che pare democrazia, ma forse è solo un modo per milioni di persone tristi di stare completamente sole, ma insieme. Qualcuno si mette alla ricerca di Internet, altri creano cerchie simili ai siti web ormai estinti". Ecco allora che un informatico dall'anima graffiata riuscirà, forse, a trovare la quadra per ripristinare le connessioni eteriche. In un mondo che probabilmente non sarà più lo stesso. “Internet Apocalypse” si legge tutto d'un fiato. Perché gli zombie del web non sono una realtà molto lontana, se sono sempre più le persone interconnesse: in tre miliardi siamo on line, più 8.7% nel solo 2013. A Milano addirittura il 73%, mentre il digital divide è molto accentuato: oltre che generazionale il web non copre tutta la penisola. Che, forse, si stava meglio quando si stava peggio: disconnessi.

Blog di: 
Alessia Chinellato
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