#GrowingUpItalian

Navigando tra le tendenze che vanno per la maggiore su Twitter in questo momento, ci si può geolocalizzare, quindi curiosare, su cosa va di moda in un Paese piuttosto che in un altro. In questi giorni negli Stati Uniti – crogiuolo di razze differenti – spopolano gli hashtag sull’italianità e l’ispanicità. 

Intanto, è bene ricordare che gli hashtag sono quelle paroline precedute da cancelletto # che permettono di fare ricerche nell’universo mondo su un determinato argomento, agglomerando allo stesso livello i risultati prodotti, siano essi provenienti dal noto opinionista piuttosto che dal privato cittadino che dice la sua. #GrowingUpItalian è quindi un conglomerato democratico di sentenze – di non oltre 140 caratteri- su cosa significhi nascere e crescere in una famiglia di origine italiana. E’ molto interessante vedere come ci percepiscono oltreoceano: siamo ancora tristemente associati a pasta, mafia e big family. Il #funeralparty stile Padrino andato in scena a Roma qualche giorno fa per il patriarca dei #Casamonica e rimbalzato sulle prime pagine del The New York Times @nytimes ha rinfocolato non poco questo assioma. Tra le caratteristiche italiche la propensione al gesticolare, l'avere mamme che ci picchiano col mestolo (la famosa cucchiarella di legno) e il mangiare senza freni, altrimenti la nonna si inquieta.

Stereotipi superati e imbarazzanti, che declassano il Paese più bello del mondo a una cartolina sbiadita propria forse degli anni Cinquanta. Il film più famoso? #lavitaebella Il dolce più amato? Il panettone. Gatti neri, malocchio e altre superstizioni ataviche, insieme al salame, la mortadella e la polenta sono surclassati solo dal tempo infinito che si impiega a salutare tutti i membri della famiglia quando ci si ritrova per un qualche evento (il tweet – in inglese - ha avuto ben 362 retweet!)

Noi italici rispondiamo – rigorosamente nella nostra lingua madre– andando fieri del bidet in primo luogo. Perché, anche se a inventarlo sono stati i francesi, non c’è casa abitata da compatrioti che non ne possegga uno.  Sdogandiamo Padre Pio, ritenuto onnipresente nelle nostre abitazioni e – sdegnati – critichiamo l’uso improprio del formaggio adoperato per i burger sulla pasta. Esaltiamo la Nutella, poco nominata – invero – e affermiamo di non essere molto religiosi, né bigotti, come ci disegnano. Se nella rete scorrono – pulsanti  - le idee e gli umori presenti nei confronti dell’Italia, non ne viene fuori un bel quadro: nessun accenno al patrimonio artistico italiano, fatto di Chiese, monumenti, sculture, monete, archivi, biblioteche che tutti ci invidiano.

O, almeno, dovrebbero.

Blog di: 
Alessia Chinellato
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