Funerali #social per Pannella

Campione dei diritti civili. Così lo ha definito il Washington post in un lungo articolo. Marco Pannella lo aveva preannunciato. Che si sarebbe parlato tanto e bene di lui, da morto. Sincero e toccante - alle esequie - l'abbraccio della gente comune e di un gruppo di detenuti di Rebibbia, con il loro striscione sbilenco, fatto alla meno peggio, usando lenzuola. Candore contro orrore. Quello dei molti che si sono fotografati accanto al feretro del bizzarro politico, per ragioni di opportunità. Un tributo di affetto non sincero, utilizzato politicamente e per fini elettorali.
L'amica di sempre, Emma Bonino, che ha vegliato per ore in disparte la salma del compagno di lotte civili, ha tuonato contro questo macabro show mediatico, rimbalzato sui #social fino a diventare il trending topic della giornata. Mentre su Facebook e Twitter ridondano le pic del selfie col morto, i giornali sono pieni di foto degli ultimi suoi giorni.
Veri tributi di veri amici: più spesso puri spot elettorali. Una immagine con il diavolo laico ha un gran valore di questi tempi. Forse Pannella aveva un po' sottovalutato questo aspetto social oppure - dall'alto del suo fallico cinismo - era una mossa calcolata. Qualcuno ha perfino parlato di beatificazione laica o comunque di un avvicinamento, in punto di morte, al cristianesimo. Lui, che era un mangiapreti incallito. Eppure neanche alcuni alti prelati si sono sottratti allo show pubblico che la perdita di Pannella ha prodotto. Come se divorzio e aborto non fossero ostici ostacoli al passaggio in paradiso.
Ma oggi è un altro giorno. Lontane le note jazz che hanno accompagnato le sue esequie laiche, tutti concentrati sul referendum per la riforma costituzionale.
 

Blog di: 
Alessia Chinellato
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