First woman? #social

#Ready: questo l’hashtag che ha lanciato nel mondo la candidatura ufficiale di Hillary Clinton alle presidenziali americane del 2016. La notizia circolava già da un po’ e pare che la moglie dell’ex Presidente Clinton abbia la strada spianata verso la vittoria delle primarie. Dopo un periodo di cattiva salute, che l’aveva allontanata dalle scene e l’emozione di diventare nonna, l’ex first lady si è lanciata ufficialmente nell’arena. Come? Mediaticamente. Un video di novanta secondi che è partito da Twitter per poi essere rilanciato su Youtube. Il tutto anche in spagnolo, a evidenziare quanto importante sia l’elettorato ispanico in un’America profondamente cambiata. 

#Hillary2016 parla di difensori: “L’America ha bisogno di un paladino ogni giorno ed io voglio essere quel paladino”. 

Difensore dei diritti delle minoranze, la first woman ha tutte le carte in regola per spuntarla. Ha ricevuto la benedizione di Barak Obama, che a stretto giro ha affermato pubblicamente come “Hillary sarebbe un’ottimo Presidente”. Lei che ha saputo sopportare i giorni amari dello scandalo Lewinsky. Lei, in cura per una trombosi e problemi cardiaci. Risorta dalle proprie ceneri, come l’Araba Fenice. 

La campagna elettorale si giocherà principalmente sui social network, che vanno dritti al cuore degli americani, perché danno l’illusione di poter stabilire un contatto diretto con la candidata. Che si è affrettata a sottolineare come il proprio account Twitter ‪@HillaryClinton sarà d’ora in poi seguito dal suo staff elettorale, ma non completamente abbandonato. Ogni cinguettio fatto dalla candidata in persona recherà infatti una firma “–H” a indicare che c’è proprio lei dietro i 140 caratteri pubblicati.

Nella biografia del social più adatto alla politica si definisce in primo luogo mamma e nonna, avvocato, segretario di Stato (l’equivalente del nostro Ministro degli Esteri) e amante dei tailleur pantalone. Il suo programma elettorale? Ovviamente su un sito web: hillaryclinton.com

Le informazioni sui suoi spostamenti? Semplice: basta richiedere la ricezione della sua newsletter informativa, con un clic, direttamente dall’account Twitter. Donazioni per sostenerla? Da Internet, con l’acquisto di gadget, i più svariati. Dalle magliette alle penne, ai mousepad. Forse solo in questo la campagna elettorale mantiene una certa continuità col passato. Già la rete pullula di “account di appoggio”, alcuni veri, altri meno, pronti a rilanciare qualsiasi cosa dica. 

Già Obama, seppure in maniera diversa, aveva adoperato la rete per perorare la propria causa, ma la Clinton certamente farà del web il mezzo principale di sponsorizzazione e collegamento con l’elettorato.

Blog di: 
Alessia Chinellato
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