#Fedifraghi 3.0

On line siamo tutti teenager sine die. Prima l’oversharing sui social network di foto ritoccate alla bell’e meglio,  laggando tra un profilo e l’altro fino ad individuare la preda perfetta. Poi la  richiesta di amicizia o lo stellinamento compulsivo.

L’occhio dello schermo touch fisso sulla silhouette virtuale. Inevitabile il passaggio dall’action figure al reale, la (eventuale) nascita di una storia e il problema, se non si è liberi, di rimanere in contatto, lontani da occhi indiscreti.

Anche senza iscriversi a siti di dating si può pescare tra grandi numeri: il 40% delle relazioni finisce a causa dei tradimenti on-line. La forza erotica del web per cercare di riempire le lacune della nostra vita privata. Lo fanno –democraticamente- sia donne che uomini.

Andando a ficcanasare nei profili social del proprio partner, non è difficile annusare odore di bruciato. Vediamo come: diffidare di chi considera lo smartphone estensione del proprio braccio, tenendolo odiosamente a faccia in giù quando in nostra presenza. Pericolosamente vicino perfino quando si rassetta casa, si lavano i piatti o si va in bagno. Anche il trascorrere troppo tempo a trafficare su tablet e pc, soprattutto in chat fino a tarda notte, non è un particolare incoraggiante.

E’ vero che nel networking si può oscurare l’essere on line e mascherare l’ora dell’ultimo accesso, ma le interazioni frequenti, i likes ripetuti, gli stellinamenti a cascata valgono come allarme. Anche la registrazione a sempre nuovi siti o lo scaricamento di App vocate alla ricerca di partner occasionali, camuffate sotto il nome di “amicizie”, sono comunque indicative di un disagio.

Per chi non ha naso fino e usa maldestramente il proprio cellulare è sinceramente consigliato l’utilizzo di Snapchat  che auto cancellano quanto inviato, una volta visualizzato dal destinatario. Whatsapp e Telegram permettono di crittografare il texting. A proteggere ogni singola comunicazione, foto e video ci sarà Textsecure. Baluardo contro l’invasione della privacy. Nato per ostacolare le intrusioni dell’Agenzia per la sicurezza negli Stati Uniti, fondamentale in un mondo in cui molte delle relazioni stanno a cavallo tra lo scritto e il paraverbale emotizzato.

Legalmente nessuno può violare il nostro profilo Facebook o la cronologia dei messaggi in chat, ma un mobilephone dimenticato è una bomba a orologeria. Sperabile mettere una password difficile da decriptare, sempre. Basterebbe uno scrolling delle ultime attività per mettervi in guai seri. Ma, per chi ha occhi per captare i messaggi anche solo una nuova foto di un profilo la dice tutta. Sul proprio stato e su quel che si vorrebbe. Tutto finisce, tutto passa. Ancora più velocemente nell'era di internet. 

 

Blog di: 
Alessia Chinellato
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