Echo, il maggiordomo eterico

Alexa, in omaggio alla biblioteca di Alessandria. Se non ci fossero bastati gli smart watches e i google glasses, eccoci accontentati. Costa 199 dollari (99 per gli utenti Amazon prime americani) il maggiordomo eterico, che sta tutto in un tubo lungo 20 cm: ha sette microfoni, risponde se chiamato in causa. Frattanto, però, ci ascolta, registrando ogni nostro sibilo, crescendo insieme al padrone, tanto da diventarne compagno di sventura- o salvatore - in casa.  Capace di far partire la nostra playlist musicale secondo le esigenze del momento, ci sveglia e ci aggiorna sul meteo. Ci ricorda cosa acquistare adeguando la lista della spesa, compilata su Amazon.

Svela ogni lemma sconosciuto, declinando con voce metallica le definizioni contenute su #wikipedia. Suggerisce cosa comprare, filtrando le parole pronunciate nel talamo e rielaborandole tramite algoritmi. Gli aggiornamenti arriveranno su server, il che significa che potranno essere implementate altre funzioni senza aggiornamenti software da parte dell’utente. Indipendente da smartphone e personal computer, rimane acceso per default, a meno che non si decida diversamente.

Una rivoluzione, che sta invadendo le ultime nicchie di privatezza come un flagello rovinoso. Il web supremo puparo, in grado di lasciar cadere i fili che tengono in piedi l’homo social. Si avverano le tesi fantascientifiche del bellissimo “Il Cerchio” di Dave Eggers: Alexa come ennesima estensione della nostra capacità di agire. Finiremo per diventare tutti monchi, senza il bastone della tecnologia.

Blog di: 
Alessia Chinellato
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Olografo. Firmato. Depositato. Questo era, in tre parole, il testamento. Tanto bastava. Per salvaguardare il patrimonio materiale del de cuius. Ma: c’è altro. L’eredità eterica. Ciò che ha lasciato nel cloud.