Divorzio? Ecco l'App

Domani entra in vigore la normativa che regimenta il divorzio breve. La legge 55/2015 permetterà di dirsi addio in soli sei mesi se la separazione è consensuale, un anno se è giudiziale. Una svolta epocale per un Paese come l’Italia che, nonostante sia ancora molto cattolico, ha visto sfaldarsi l’istituzione della famiglia costituzionalmente intesa ormai da tempo, vedendo affermarsi diverse forme di convivenza more uxorio. 

Ogni anno, infatti, le separazioni nel nostro Paese sono circa 90.000 e i divorzi 50.000. 

Le ricadute sul funzionamento dei tribunali civili, già ingolfati, non sono prevedibili al  momento. 

Nel mondo esistono una miriade di App sul tema. In Italia, oltre a commenti  giuridici di studi legali più o meno noti, la App più intrigante è iDivorzio. E’ in grado di simulare i costi della separazione. E’ anche piuttosto ironica perché ideata per divertirsi in compagnia, ma invita comunque alla riflessione. Parte dalle domande fatidiche sul reddito, sulla presenza o meno di figli minori e sull’eventuale loro affido. In pochi secondi, in base ai parametri inseriti, vengono elaborati i dati relativi al possibile mantenimento da corrispondere e le spese legali da sostenere, visto che in genere ogni coniuge si affida ad un proprio legale di fiducia. L’applicazione è abbastanza affidabile, giacché si basa su dati e statistiche provenienti da iter processuali già conclusi e parcelle di avvocati ben note (anche quelle di alcuni Vip). E’ quindi in grado di rendere edotto chi lo volesse sul percorso accidentato che lo attende per dire addio al partner. Certo, se si è veramente convinti, si può rinascere a vita nuova, come l’Araba Fenice. Magari –però- poveri in canna. 

Blog di: 
Alessia Chinellato
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