Depeche Mode al tempo dei social

Il 17 novembre sarà finalmente disponibile il dvd (non il Blu Ray, purtroppo) con la registrazione del concerto di Berlino dei Depeche Mode, del 25 e 27 novembre 2013.

Non solo le ultime performance musicali dell’album Delta Machine, ma tanti pezzi che hanno fatto storia. Un vero e proprio distillato del cammino evolutivo percorso dalla band in tanti anni di carriera. Della loro crescita, senza dimenticare le radici. Del loro sapersi rigenerare. Berlino non è stata scelta a caso, se rappresenta, a 25 anni dalla caduta del muro, l’esperienza più concreta di come si possa rinascere a sempre nuova vita. Anche musicalmente.

La set list spazia da Walking in my shoes a Precious, passando per il desiderio implacabile di Soothe my soul. E, ancora: Enjoy the silence e Personal Jesus a portare fin quasi al punto di non ritorno chi guarda, in un piacere che si fa liquido, pronto a rompere gli argini.

Un adulto amore, quello che si prova per Dave e Co. cui fa da cornice l’universo variopinto che canta e balla durante il concerto: dai redivivi darkpeople al papà che salta con un bambino sulle spalle, in una baraonda quasi carnascialesca. Lollando in bilico tra il mondo di ieri e quello di domani. Un’alchimia benigna che si ripete ad ogni pezzo, unendo cosmi altrimenti inconciliabili, in questo tempo di raffreddamento globale delle relazioni.

Nell’era dei tag, bello rivedersi tutti con gli smartphone alla mano a rinforzare il nostro potenziale social condividendo -con hashtag pieni di devozione- selfie del concerto. Extrasistole auricolari che riempiono l’anima anche sul finire con I feel You e Never Let me down again. A fare da cornice, le immagini del backstage, interviste e una sessione acustica girata all’interno del Salon Bel Ami, il bordello più antico esistente a Berlino. La mano sapiente di Corbijn -il regista- è ben presente. Il packaging è fantastico, ma io sono di parte.

Blog di: 
Alessia Chinellato
Ultimi articoli da questo blog

Mai come ora pubblico e privato si mischiano in un’alchimia inquinata dai veleni del risentimento, che quasi sempre accompagna la fine di un amore.

Nasce in California e ha già 60.000 persone iscritte la piattaforma GoPillar, nata per bandire on line il miglior progetto possibile per la ristrutturazione o la creazione di spazi – vecchi e nuovi -  attraverso dei concorsi pubblici e gratuiti.

Uno stop, per calmierare il tempo passato on line. Anche Facebook corre ai ripari dopo i cugini Apple e Google, introducendo strumenti per monitorare il tempo trascorso on line.