Conchita Wurst a Sanremo

Stasera a Sanremo il pezzo forte sarà l’esibizione della barbuta Drag Queen Conchita Wurst. Un’ospite da qualcuno ritenuta un po’ oltre le righe, ma quasi obbligata, visto che ha vinto l’edizione 2014 di Eurovision, che s’ispira alla competizione della città dei fiori.

A me Conchita non dispiace: basta chiudere gli occhi e ascoltarne la voce angelica, ancorata a un corpo irsuto e cosciente della sua diversità.

C’è chi cerca il proprio essere e non lo scorge. Chi si immagina, ma non si piace. C’è poi chi tenta di trovarsi, come la Wurst che va oltre il grigiore quotidiano cui la mancanza di genere vorrebbe zavorrarla.

Un Pan barbuto, né uomo né dio.

Invece l’inadeguatezza dell’apparire ha lasciato il posto alla fenice dal volto transeunte. Tanto coraggiosa questa cantante che affronta il palco in abito da sera e acconciatura impeccabile.

L’inadeguatezza è un orpello solo di chi guarda, senza saper vedere la natura divina di una voce molto profonda dietro le nuvole di un’apparenza legata a un genere sessuale. L’andare oltre, provocatoriamente, ha vinto. E farà ascolti altissimi, stasera.

I tradizionalisti sono avvisati. 

Blog di: 
Alessia Chinellato
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