#COCCOLIAMOCIDIPIU

Dopo la giornata dei nonni, quella dell’acqua, quella dei single, adesso esiste anche quella delle coccole. Festeggiata ieri, 25 giugno. Nell’era della digitalizzazione non ce le facciamo più e, soprattutto, nessuno più ci vezzeggia.

Idea geniale, quindi, quella di una nota marca di gelati, inventare una nuova figura: #IlCoccologo. Un avatar capace di replicare con parole semplici a necessità immanenti. 

Un’esigenza che fino ad ora non era stata avvertita così prepotentemente, anche se i segnali c’erano tutti.

Ci si accontenta di poco: quello smile o quel buongiorno che un emerito sconosciuto ci invia via whatsapp pur stando dall’altra parte della terra che ci fa sorridere e iniziare la giornata col piede giusto. 

Apriamo il cuore e ci sbottoniamo più in chat che in famiglia. Lo schermo del cellulare pare diventato la lampada di Aladino. Il luogo dove cercare le risposte e trovare una parola gentile, quella carezza che il Papa Buono chiedeva di non far mancare mai ai propri cari.

Quella che sempre più spesso ci viene negata in famiglia, vuoi per la vita che conduciamo, vuoi per la solitudine che ci comprime, nonostante la costante iper connessione. 

Concedersi, donarsi, soprattutto accorgersi dell’esistenza dell’altro, oltre l’apparenza, oltre la liquidità sociale. 

In un mondo nel quale il vicino di casa neanche ti saluta, ma magari sa tutto di te sbirciando la tua pagina Facebook, proviamo, almeno per un giorno, a mostrare di averlo -un cuore- a sorridere a chi incontriamo. Ognuno facendo la propria parte. 

Il #Coccologo, dalla sua, ha previsto una linea di emergenza 2.0 pronta a rispondere a qualsiasi quesito. Ha, manco a dirlo, un account Twitter @anticaAGDC con oltre 12.500 followers. Mette on line mini video che girano tranquillamente su uno smartphone e – alla fine – risolve problemi curando sempre con il gelato appena inventato, a base di cioccolata, che – si sa, produce endorfine. Fa una coccola a tutti e termina sempre i suoi interventi con un “namasté”, che per chi non lo sapesse, è un semplice segno di saluto, ma fa tanto, tanto chic. 

Blog di: 
Alessia Chinellato
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