#BuoneVacanze

Agosto all'orizzonte. Con la bella stagione è più difficile ammantare le imperfezioni corporali. Se siete comuni mortali, non possedete una barca e non praticate sport come il windsurf, che vi portano lontano dal volgo, non vi resta che affrontare la battigia. Basta affacciarsi sui litorali italioti per trovare un ampio ventaglio di allettanti proposte di persone di ogni età che si sottopongono a intense sedute di fototerapia per togliere il grigiore invernale. 

Strana, la fauna marina. 

Quella più mite -che sa di non poter sostenere degnamente la prova costume -sta spalmata sul lettino e si copre se deve ricorrere ai servizi dello stabilimento. 

Altri, invece, espongono le proprie forme senza vergogna alcuna.

E, se il costume intero starebbe certamente meglio a chi ha un po’ di adipe addominale o ha sopportato più di una gravidanza, allo stesso modo il boxer sarebbe preferibile a slip dai colori pastello davvero imbarazzanti.

Per non parlare della tribù dei tattoo. Nulla contro, per carità. Basta avere la consapevolezza che l'hai fatto a monte e te lo ritroverai a valle. Perché l'età non perdona. Come le slavine, che travolgono qualsiasi cosa incontrino. 

Che ne sarà dei nonni cui attoniti nipoti chiederanno conto di un tempo pimpanti gechi mutati in salamandre avvizzite? Di colori ormai sbiaditi dal rosso pompeiano al verde bile? Dal drago che la dice lunga sulla virilità di chi lo porta a un’inverosimile giarrettiera, che pure ho visto sulla coscia di una ragazza neanche male? 

Chi, avendo paura di perdere la propria identità ha pensato bene di tatuarsi il nome proprio o dei figli, inaugurando praticamente un'anagrafe epidermica.

Codesti avventori della battigia – se di sesso maschile - sono spesso glabri. 

Volendo vedere l'altra faccia della medaglia, c’è anche il modello ipertricotico moquettato, con tanto di catena da cuccia al collo, che ostacola gravemente l’abbronzatura. Anche il maquillage burqua, cui molte donne non rinunciano, fa sembrare di essere in un nigthclub piuttosto che sulla spiaggia, ma magari evita fenomeni da sovraesposizione solare. 

Inutile arrostirsi i piedi facendo su e giù sul bagnasciuga per attirare l’attenzione di qualcuno. Tanto sarà eternamente impegnato a marmaldeggiare sullo smartphone, estensione naturale del proprio braccio, lo sguardo torvo, checkando i profili degli amici reali o virtuali allocati sui social. 

Se, alla fine di una giornata di tal fatta, tornate al posteggio e vi trovate una multa più salata dell’acqua di mare, allora o cambiate testa restatevene a casa. Insomma: il mare è bello, ma non ci andrei. 

Blog di: 
Alessia Chinellato
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