Buon Natale

Arriva.  Eccolo. Un altro Natale. Coi bambini rubicondi come putti, a scartocciare regali.

E, tutti, a giocherellare con lo smartPhone nuovo di pacca, al quale, comunque, non rinunciamo per Natale. Cadesse il mondo. 

Si alterneranno sms antiquati - ma dovuti - a parenti lontani a WhatsApp di auguri nei gruppi, con tristi “copia e incolla”. Telefonate o messaggi vocali solo a chi teniamo davvero. Perché queste coccole si riservano a pochi. 

Non tutti potremo stare con chi vorremmo. E le vacanze diventeranno – per alcuni - una via crucis, ma senza uscita. Nessuna Resurrezione per chi si trova imbrigliato in un cliché adornato di freddure emotive. Ché le separazioni costano e se ci sono figli di mezzo magari ci scappa pure un po’ di buona coscienza, a non andarsene di casa.

Saranno giorni duri. Fatti di ore tutte uguali e tutte ugualmente crudeli.  Di telefoni in modalità silenziosa, di lunghe soste in bagno, di telefonate appena sussurrate. Capiterà, a qualcuno, di litigare, ma festosamente. Di raccontarsi vicendevolmente laide frottole, fino quasi a crederci. Oppure di avere l'influenza e poter saltare a piè pari tutto l'ambaradam delle Feste. 

Assopiti nel caos letargico delle numerose calorie ingerite, tra una tombola e un mercante in fiera. Zelando tra i riti ameni del Natale, che non prevedono eccezioni. Purtroppo. Buon Natale!

Blog di: 
Alessia Chinellato
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Olografo. Firmato. Depositato. Questo era, in tre parole, il testamento. Tanto bastava. Per salvaguardare il patrimonio materiale del de cuius. Ma: c’è altro. L’eredità eterica. Ciò che ha lasciato nel cloud.

Par condicio: anche sui social. Pure le suore potranno avere un profilo Facebook. Persino quelle di clausura, purché lo usino con discrezione e sobrietà. Discrezione: basta avere un profilo chiuso, magari senza foto e impicciarsi degli affari altrui evitando di condividere cose personali.

Da un estremo all’altro.