Ancora #terremoto

Il terremoto come un ondeggiare che ti fa tremare la casa per secondi infiniti. Che fa traballare tutti i soprammobili sulla libreria, con uno scricchiolio funesto, che agita il lampadario rosso di murano fino a trasmutarlo in un pendolo impazzito. Il sisma e l’incapacità di camminare in un corridoio senza fine, verso l’uscio. 

Un film lunghissimo che si è ripetuto dopo circa un’ora e ancora e ancora. Per chi vive da solo – e non solo - è stata una notte da incubo. Ancora una volta, poi, sono stati i #social a informare su quanto stava accadendo prima che le maggiori testate giornalistiche interrompessero la loro usuale programmazione, con edizioni straordinarie sull’accaduto. 

Facebook ha attivato il #safetycheck, già sperimentato in occasione di altre emergenze. Si tratta di una pagina dedicata nella quale si possono rassicurare parenti e amici sulla propria salute. Un mare di #whatsapp ha inondato le timeline di conoscenti e familiari. Le prime foto dei crolli sono andate sul web in tempo reale, per poi essere rilanciate dalle maggiori agenzie di stampa.  Lo stesso presidente del consiglio si è affrettato a commentare dal suo account #Twitter e a comunicare i numeri verdi da contattare per avere notizie. 

I giornali tengono dirette #Twitter sui propri siti. Coniati un mare di hashtag da seguire per tenersi aggiornati in tempo reale: #terremoto per comunicare notizie utili e #ioterremoto per solidarizzare  sono in queste ore ai vertici della scala dei trending topics. Il web rimanda, senza censura, tutto quel che accade, proprio come fece il 24 agosto scorso. La tecnologia serve a molto, se usata corretamente. 

Blog di: 
Alessia Chinellato
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