«Cercansi uomini nuovi corretti con le donne»

  • Libri/Tiziana Ferrario

INTERVISTA Chi non ha mai avuto un capo che si fa trovare dietro la scrivania con atteggiamento da boss, un marito o compagno che si fa servire la cena, non lava un piatto e si spaparanza sul divano? Chi non si è mai sentita inadeguata sul lavoro con commenti sul proprio aspetto fisico? “Uomini, è ora di giocare senza falli” della bravissima Tiziana Ferrario (in uscita giovedì 1 ottobre da Chiarelettere, pag. 252 euro 16) ci svela i dettagli nascosti di un maschilismo quotidiano che alle sue estreme conseguenze arriva a un machismo che si alimenta di sopraffazione e violenza. Ma ci sono anche gli uomini nuovi… 

Lei scrive che il maschio italiano mantiene il suo ruolo predominante per tramandarlo ai suoi eredi. Un destino segnato?
«Piuttosto un privilegio che passa di padre in figlio. Quando hai una vita comoda da secoli, perché rinunciarci? Accade solo se qualcuno ti spiega che ti conviene, magari scoprendo cose che non conoscevi: il piacere della condivisione con la tua compagna, di stare coi tuoi figli, di gestire il tuo tempo in altro modo…» 

Ma gli uomini ci stanno a giocare “senza falli”? 
«La mia tesi è che c’è un grande fermento nel mondo maschile. Anche a loro sono state imposte delle gabbie sin da piccoli: dallo studio agli sport non gli è stata data molta possibilità di scegliere. E tanti di loro cominciano a capire che certi previlegi sono prigioni che li costringono a schemi determinati nel mondo professionale, nei sentimenti».  

Quali sono i falli maggiori nei confronti delle donne? 
«Il fallo – ho usato volutamente un linguaggio calcistico - è qualcosa che non è ammesso. Innanzitutto gli uomini giocano scorrettamente nel mondo del lavoro dove spesso si tengono bordone l’uno con l’altro per andare avanti e lasciare ai margini le donne». 

Dobbiamo avere speranza nei più giovani?
«Marco Bussola e Federico Taddia che su Radio 24 fanno la trasmissione “Padrieterni”, dicono che ce ne sono di giovani che vogliono viversi la propria paternità, la condivisione con la loro compagna e ne traggono anche piacere. A volte semmai sono le donne che non vogliono cedere il terreno…».

ANTONELLA FIORI