“Noi? Stiamo riaprendo razie al crowdfunding”

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ROMA Un’attività aperta da soli 4 mesi, la chiusura forzata per il lockdown, lo sconforto, la paura di non farcela e poi la voglia di riprovarci nonostante le avversità non manchino mai. Sembra la sceneggiatura di un film la storia di Vera Dragone, attrice di teatro 33enne, e il compagno Alessandro Casella, 53, un passato come manager di locali. Uniti dalla loro passione per l’arte e o spettacolo, a ottobre del 2019 aprono, non senza molti sacrifici, l’Ellington Club, al Pigneto a Roma, il primo locale della Capitale dal gusto vintage a base di sonorità swing, rockabilly e musica dal vivo. «Un luogo da sogno senza patria e senza tempo. Un Club dove artisti e avventori possono incontrarsi, riconoscersi e sentirsi a casa», spiegano orgogliosi.

Come sono andati i primi mesi?
Molto bene. Grazie al passaparola avevamo cominciato a ingranare quasi da subito. Era piaciuto subito  il nostro mix speciale fatto di musica, creatività e fermento artistico, sinonimi di contaminazione culturale.

Poi c’è stato il lockdown.
«Come per molte attività, dopo poche settimane dall'apertura, la pandemia di Covid-19 ha stroncato il lavoro che portavamo avanti da anni: in poche ore siamo precipitati in un baratro dal quale non vedevamo più alcuna via d’uscita. Siamo stati costretti a  chiudere i battenti. Abbiamo avuto davvero uno shock. Poi una sera, in preda allo sconforto abbiamo scritto un post su facebook, ammettendo che probabilmente non saremo riusciti a riaprire. Inaspettatamente il post è diventato virale e abbiamo ricevuto tantissimi attestati di affetto da amici e clienti. In molti ci hanno invitato a non mollare. Poi qualcuno ci ha suggerito di provare con il crowdfunding».

Avete provato quella strada?
«All’inizio eravamo titubanti. Poi abbiamo tentato. In poche settimane abbiamo ricevuto 8400 euro a fondo perduto. Molte persone del quartiere hanno contribuito. Questi soldi ci hanno dato la spinta giusta per non arrenderci. Abbiamo subito pagato i mesi di affitto  arretrati, per cui rischiavamo anche lo sfratto. Il nostro locale era una scuola di danza dismessa, avevamo impiegato molte energie per trasformarlo in quello che è ora.  Epoi abbiamo pagato una dipendente in difficoltà. abbiamo dovuto chiedere un altro prestito in banca, che per fortuna ci è stato concesso e adesso siamo qui. Pronti a ripartire».

Quando riaprirete i battenti?
«Grazie alla passione sconfinata per il nostro lavoro e all’enorme sostegno ricevuto dal pubblico, siamo pronti a ripartire il primo ottobre. La riapertura del locale sarà organizzata nel pieno rispetto di tutte le normative anticontagio. La nuova stagione sarà a base di spettacoli dal vivo, burlesque, live show e aperitivi performativi. Senza mai rinunciare alla caratteristica che  ci contraddistingue, l’intrattenimento retró. Per far dimenticare il presente e dare una speranza per il futuro, perché in fondo lo spettacolo e il divertimento possono aiutarci a vivere meglio».

Avete paura per il  futuro?
«Un po’, ma non ci resta che guardare avanti, strizzando l'occhio al passato, alla riscoperta di quei valori che rendono l'uomo un essere umano: il sorriso, la voglia di divertirsi e quella spensieratezza che un virus non può e non deve toglierci. Riprendere in mano le emozioni che solo lo spettacolo sa donare, diviene così un dovere morale per tutti noi che dello spettacolo e dell'arte ne abbiamo fatto una ragione di vita».

VALERIA BOBBI