La Alan Kurdi in Sardegna scatena la polemica sui migranti

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La nave Alan Kurdi ha attraccato al molo Cocciani di Olbia con a bordo i 125 migranti salvati in mare dalla Ong tedesca Sea Eye. A bordo risultano oltre 80 minori ed è stato deciso di effettuare i tamponi a tutti i migranti a bordo. L’imbarcazione era partita giovedì (24 settembre, ndr.) alle 18.30 dal porto di Arbatax, in Ogliastra.
Ad attendere la nave un nutrito dispiegamento di forze di Polizia e un gruppo di manifestanti, guidati dalla Lega sarda. 

La protesta leghista

“Sbarco della Alan Kurdi a Olbia in Sardegna. Pieno sostegno a cittadini e consiglieri regionali sardi che stanno civilmente protestando contro l'ennesima presa in giro di questo governo clandestino. Basta, non se ne può più", ha subito tuonato su Facebook Matteo Salvini. Non sono mancati momenti di tensione a Olbia: il deputato della Lega Eugenio Zoffili, e coordinatore regionale del partito in Sardegna, l'assessore regionale dei Trasporti Giorgio Todde e i consiglieri regionali Michele Ennas e Annalisa Mele, tutti del Carroccio, hanno tentato di entrare nell'area dedicata alle operazioni di sbarco.  “Lo abbiamo espresso anche con il presidente della Regione, Christian Solinas - ha detto il deputato leghista -  Non vogliamo che la Sardegna diventi come Lampedusa, isola bellissima che vive tra mille problemi per colpa dell'immigrazione clandestina".

La preoccupazione degli ex alleati

Preoccupazione è giunta anche dagli ex alleati del Movimento 5 Stelle, in particolare dalla deputata Emanuela Corda: "Da sarda sono estremamente preoccupata perché sappiamo quanta fatica stia comportando la difficile gestione dei centri di accoglienza, anche per via dei numerosi sbarchi di questa estate sulle nostre coste”.
"La decisione del Viminale di indicare Olbia come porto di sbarco  è dovuta alle condizioni meteo”,sottolinea la deputata M5S per poi chiarire: “ricordiamo però, allo stesso tempo, che si tratta di una nave tedesca che era diretta a Marsiglia e che aveva già ricevuto il no di Francia, Germania e Malta che si sono rimbalzati le responsabilità pur di non far sbarcare i migranti nei loro porti".  Questo evento, conclude la pentastellata, "dovrebbe far riflettere sul funzionamento e l'efficacia degli accordi europei, ma soprattutto sul rispetto delle norme e del diritto internazionale da parte di tutti. E così' siamo sempre noi, da soli, a farci carico di queste persone”.

La Mare Jonio e il divieto di soccorrere

Mentre a Olbia è arrivata la nave Alan Kurdi da Pozzallo Mediterranea Saving Humans denuncia che è stata “bloccata l’attività di missione nel Mediterraneo della Mare Jonio”. La Capitaneria di Porto infatti giovedì sera ha fatto partire la comunicazione di “diniego all’imbarco di due membri, paramedico soccorritore ed esperto di ricerca e soccorso in mare, del Rescue Team di Mediterranea Saving Humans”.

"Con i provvedimenti adottati, da oggi  (giovedì 24, ndr.) viene di fatto bloccata l'attività di missione nel Mediterraneo della Mare Jonio - commenta in una nota l’Ong - , privando il confine acqueo più mortale del mondo di un'altra nave che, in quasi due anni, ha portato in salvo sbarcandole in porti sicuri europei 374 persone tra donne, uomini e bambini, il cui destino sarebbe stato invece la morte per affogamento o la deportazione in Libia".

Modifiche al Dl Sicurezza

La notizia arriva a pochi giorni dalla decisione del Governo di modificare i decreti Sicurezza. “Adesso è il momento per le forze di Governo di riprendere il discorso”, aveva dichiarato il Premier Conte a margine del Welfare Index Pmi tenutosi a Roma. “Abbiamo già concordato un testo di modifica, perchè vogliamo assicurare ai cittadini italiani la sicurezza. Presto lo porteremo in Consiglio dei Ministro”, aveva poi aggiunto il Primo Ministro. Intanto a Lampedusa si completa lo svuotamento dell’hotspot con il trasferimento degli ultimi migranti su una nave quarantena.

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